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Se ancora non hai eReader sul tuo Iphone, da Iphone clicca su App Store > Cerca > inserisci “ereader”. Clicca su eReader e fai Download > Installa (devi avere un account su App Store per questa procedura, puoi crearlo via iTunes). Se preferisci puoi scaricarlo anche via iTunes e poi fare la sincronizzazione (se non sai di cosa parlo, consulta il manuale d’uso dell’Iphone )

Una volta installato, allora ecco la sorpresa:   per te c'e' un ebook gratis in formato eReader, che puoi scaricare e leggere direttamente su Iphone!

Si tratta di un ebook di 103 pagine estratte da ''IL formatore, (vedi sopra ) di Giacomo Bruno. Il file è molto leggero, solo 42 Kb, quindi il download è velocissimo sia via Umts che in rete Wireless.

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6) Clicca OK per scaricarlo
7) Torna indietro cliccando “Bookshelf” in alto a sinistra
8 ) Nella lista degli ebook avrai“ Il Formatore - Cap.1″, cliccalo.
9) Goditi la lettura, sono oltre 100 pagine!

 

 

          

 

 

 

 


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In questo sito  sono riportati i pareri, le metodologie, le tecniche, tante informazioni utili per la tua crescita personale e finanziaria dei vari autori degli ebook.

 

 

A volte l’idea di vivere con piacere ogni giorno della nostra esistenza sembra un obiettivo difficile da raggiungere e soprattutto da mantenere.

Cosa possiamo fare per star bene con noi stessi?

Vi propongo alcuni spunti per niente impegnativi:

deliziarsi dei momenti di silenzio;di un buon cibo per il nostro palato;dell’odore di un fiore o della pelle;del suono della nostra voce e dei suoni che ci arrivano dall’esterno;di un orgasmo vissuto nella sua pienezza;della vista dei colori e delle innumerevoli forme della natura, compresa quella dell’essere umano, anche da nudo;del movimento dell’aria e del vento che ci accarezza la pelle e i capelli;dei movimenti del nostro corpo mentre respiriamo, camminiamo, gesticoliamo, ci spogliamo degli abiti fisici.

 

 In effetti, attraverso la sessualità (che va molto oltre la genitalità, e comprende il piacere per la vita, in tutte le sue manifestazioni) il piacere si radica nel corpo e possiamo sperimentare la sua totale incarnazione, attraverso i numerosi stimoli e messaggi che ci rimanda in ogni momento.

Se comprendiamo come funziona sessualmente il nostro corpo, il modo in cui risponde alle sollecitazioni piacevoli, aumenterà il nostro livello di piacere e non solo la nostra soddisfazione sessuale globale.

Non è affatto vero che è possibile raggiungere la felicità ed il benEssere, anche solo di un momento, attraverso il dolore.

E’ vero che le situazioni difficili della vita spesso costituiscono delle opportunità preziose di fermata, di riflessione interiore, di cambiamento per ritrovare il nostro percorso, ma proprio per ritrovarlo al di là del dolore e della sofferenza.

 La sofferenza è solo un prezioso segnale, una sberla della nostra parte emotiva o del corpo, che ha il solo scopo di indurci a comprendere che è giunto il momento di cambiare rotta per ritornare verso il nostro equilibrio psicofisico ed un’esistenza più armoniosa con noi stessi e con gli altri.

Nei miei ebookSessualMente” e Risveglia il Piacere”, uno dei fili conduttori che dà senso all’agire, sperimentarsi, cambiare prospettiva è proprio riprendere in mano il nostro diritto alla vita e a vivere con piacere, allo star bene prima di tutto con noi stessi.

Perciò, viviamo ogni momento della nostra esistenza consapevoli di essere dentro ogni nostra azione e scelta. E’ un impegno costante contro le abitudini della nostra mente che tenta automaticamente a sostituirsi alle nostre scelte.

Questo è il primo e grande passo per vivere con il piacere in corpo!

 A cura di Maria Rosa Greco

  Ebook=>SessualMente

 

 

 

 

 

Quanti di noi non si sono mai lamentati del proprio lavoro? Probabilmente nessuno. Chi non ha mai pensato di cambiare lavoro, o meglio ancora di mettersi in proprio come libero professionista? È innegabile l’utilità di uno stipendio a fine mese per vivere, ma come ignorare certe giornate di noia trascorse sul luogo di lavoro, oppure lo scarso entusiasmo nello svolgere le solite mansioni da dipendente? Come distinguere un momento passeggero di apatia da un vero e proprio segnale di malessere che ci porta a rimettere in discussione la nostra scelta di lavorare come dipendenti?

Ecco 5 domande provocatorie, 5 trucchi per capire se è giunto il momento di cambiare lavoro oppure di scegliere la strada della libera professione:

1) Come vi sentite la mattina quando andate al lavoro? Siete stanchi e rassegnati oppure sprizzate gioia ed energia da ogni poro? Siete pronti a sorbirvi i soliti colleghi e problemi aziendali oppure siete pieni di entusiasmo all’idea di cogliere nuove opportunità di lavoro e mettervi alla prova con i vostri clienti, non quelli dell’azienda? 

2) Come vi sentite invece la mattina quando siete in ferie, in vacanza oppure quando vi attende una giornata intera da dedicare a voi stessi, alla famiglia oppure alle vostre passioni? Una riflessione di questo tipo può essere l’inizio di un percorso personale sulla scelta di lasciare un lavoro da dipendente per la professione autonoma.  

3) Come vi sentite trascorrendo l’intera giornata al lavoro tra capi e colleghi? Siete perfettamente a vostro agio con loro, vi sentite stimati e apprezzati, trascorrete giornate serene e produttive? 

4) Siete a vostro agio nella mansione che vi è stata assegnata, oppure siete consapevoli di poter fare ben altro per la vostra azienda, e ancor di più per voi stessi? Come vengono accolte le vostre idee e proposte di innovazione?

5) Quando siete al lavoro sognate ad occhi aperti, immaginate di essere da un’altra parte, fantasticate su un nuovo lavoro gratificante e di successo?

Se rispondere a queste domande vi trova sereni, allora vuol dire che lavorate in un buon ambiente umano, che avete trovato un impiego che vi piace, che vi gratifica, per il quale siete portati naturalmente. In questo caso il nostro ebook sulla libera professione non vi serve e potete interrompere la lettura di questo articolo. 

Se, al contrario, rispondere a queste domande ha suscitato in voi un senso di malessere, sentimenti negativi e d’insoddisfazione verso il vostro lavoro da dipendenti, allora vuol dire che forse è giunto per voi il momento di riflettere. La vita è troppo breve per passare le giornate in un ambiente che non vi stimola, tra persone che non vi apprezzano e svolgendo mansioni che non vi gratificano! 

Il sogno di realizzarsi professionalmente può diventare realtà. È il momento di costruire un progetto attorno al sogno, di pensare a un modo diverso di vivere il lavoro, non più inteso come dipendente ma anche come libero professionista.

Il nostro ebookDa Dipendente a Professionista” analizza tutti gli aspetti da affrontare prima di lasciare il lavoro e spiega cosa cambia nella vita di un dipendente quando decide di diventare un libero professionista. Questo ebook vi accompagnerà dal momento delle dimissioni fino ad arrivare a muovere i primi passi nella libera professione. 

A cura di Laura Tentolini

Dipendente a Professionista

 

 

 

 

 

 

 

Quante diete hai provato nella tua vita? E quante ti hanno deluso/a?
Ti sei chiesto/a perchè?

Alla base delle diete trovi solitamente la riduzione delle calorie.
Ma è una strategia che non funziona sul lungo periodo e la realtà lo dimostra, purtroppo.

Quando riduci le calorie il tuo corpo reagisce con una sorta di meccanismo d’emergenza perchè “crede” di trovarsi in un periodo di “carestia”. Questa manovra d’emergenza consiste nel rallentare il metabolismo per consumare meno e risparmiare energie. Ovviamente questo richiede un po’ di tempo, quindi solitamente cosa accade: si dimagrisce e poi appena si torna alla quota calorica precedente, si ingrassa di nuovo.
Sappiamo bene che non è possibile seguire una dieta ipocalorica per tutta la vita.

Quindi, quali sono i 3 segreti per dimagrire stabilmente?

1) Non pensare di “metterti a dieta”, ma di creare uno stile alimentare adatto alle tue  esigenze, che porti equilibrio e salute nel tuo corpo e che possa accompagnarti per tutta la vita. Non sottovalutare la capacità del corpo di ritrovare il suo equilibrio e il suo peso-forma. Se crei le condizioni perchè possa riequilibrarsi, la conseguenza inevitabile sarà il dimagrimento, se sei in sovrappeso.

2) Ripulire l’alimentazione dagli alimenti che rallentano il metabolismo e creano accumuli e ristagni. Carne, salumi, uova, latticini, zuccheri raffinati e farine raffinate creano nel corpo accumuli di grassi e tossine, che bloccano la sua capacità di cambiare e riequilibrarsi. Questi alimenti sono ormai parte dall’alimentazione quotidiana della maggior parate delle persone. Andrebbero invece eliminati o consumati con moderazione e molto raramente.

3) Introdurre alimenti che stimolino il tuo corpo ad eliminare grassi e tossine.
Cereali integrali in chicco (soprattutto il riso), legumi e verdure di stagione stimolano il corpo a rinnovarsi e a eliminare gli eccessi. Infine le alghe sono un prezioso aiuto per chi ha bisogno di dimagrire, perchè sono ricchissime di iodio che stimola la tiroide aumentando il metabolismo.

Se vuoi approfondire l’argomento per imparare a creare uno stile alimentare adatto ai tuoi bisogni, ti invito a leggere il mio ebookL’alimentazione Macrobiotica“.

E se vuoi incontrarmi personalmente per chiedermi consigli, TI INVITO ALLA PRESENTAZIONE DELL’EBOOK, con cena macrobiotica, che si terrà GIOVEDI 3 MAGGIO ALLE ORE 20.00, presso il risorante “Refettorio Simplicitas”, in via dell’Orso 2 a Milano, in zona Brera.
Sarà una serata speciale con degustazione di piatti macrobiotici e tante chiacchiere sull’alimentazione naturale.

Se desideri partecipare è necessaria la prenotazione al numero: 02 890.966.64

Ti aspetto!

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La primavera è arrivata e con essa il nostro corpo si desta e si prepara all’estate. Come risolvere il problema di quegli odiosi chili di troppo? Seguirò questa o quella dieta? La soluzione al problema ci viene dalla bochimica

“Dai ad un uomo un pesce e  lo sfamerai per un giorno, insegnalo a pescare e lo sfamerai per tutta la vita”.
Seguendo questo vecchio adagio voglio evitare di stilarvi un noioso elenco di alimenti sì e alimenti no, ma voglio risolvere il problema del sovrappeso con consigli e suggerimenti da seguire per tuta la vita e che faranno di voi una persona diversa!

Dimagrire è, in teoria, semplice. É un’equazione: dimagrimento = calorie consumate ˆ calorie assunte. Quindi, quando le calorie che assumete sono inferiori a quelle che consumate allora dimagrirete…Potreste, per paradossale che possa sembrare, dimagrire anche mangiando pochi “junk foods” (cibi spazzatura) se le calorie assunte da tali alimenti fossero inferiori alle calorie consumate nella giornata. Ciò, però, non significa che sia la cosa giusta! Dimagrire non vuol dire sempre essere in salute e perdere peso sulla bilancia non è sinonimo di dimagrire nel miglior modo possibile. Ricordate che dovete perdere grasso non chilogrammi: la differenza è fondamentale perché dovreste riuscire a dimagrire conservando la vostra massa magra muscolare per non rallentare il vostro metabolismo basale.

Come fare allora?
É bene innanzitutto dire che una caloria di un macronutriente non è la stessa di un altro macronutriente.
Mi spiego meglio. 
Premesso che in ogni alimento esistente in natura sono presenti carboidrati, grassi e proteine in percentuale variabile, ipotizziamo, per assurdo, che noi potessimo assumere 100 calorie da un alimento contenente solo proteine, altre 100 da un alimento contenente solo grassi e, ancora, altre 100 solo da un alimento contenente solo carboidrati.
Una volta ingerito un alimento questo deve essere scisso nelle particelle ultime. I glucidi o carboidrati vengono separati e trasformati in glucosio o fruttosio (dipende dall’alimento) e trasportati tramite il sangue agli organi principali (fegato, cervello, muscoli, etc.). Gli zuccheri in più nel sangue vengono immagazzinati in scorte di grasso. Ciò perché l’insulina agisce quando ingeriamo dei carboidrati, ed è l’ormone che elimina gli zuccheri dal sangue. Zuccheri in eccesso possono portare a diabete e iperglicemia. Pensiamo al corpo come ad un palloncino, una volta riempito d’acqua, l’acqua in eccesso deborderà dai lati. E così è anche per i carboidrati. Un surplus di essi deborderà dalle scorte muscolari, epatiche o cerebrali e finirà per essere immagazzinato  nel tessuto adiposo. I sedentari hanno le scorte di glucidi quasi sempre colme e quindi, giocoforza, la quantità  di carboidrati da assimilare nell’arco della giornata dovrà essere molto limitata. 
Ingerendo pochi carboidrati nei momenti giusti della giornata (al mattino) faremo si che  questi non si trasformino in grasso e, ancora, che il corpo scomponga le riserve di grasso per formare nuovi glucidi quando ne avrà bisogno. Si raggiungerà, in tal modo, una sorta di continuo consumo di grassi!

Una buona dieta giornaliera dovrebbe essere costituita da 5 – 6 pasti, distanziati tra loro da un intervallo di 2 – 3 ore. Il pasto più importante della giornata è senza dubbio la colazione, ciò perché il nostro corpo viene da un momento di digiuno notturno e quindi ha bisogno di rimettersi in forze, di ricaricare le scorte di glicogeno ed avere energia sufficiente per iniziare la giornata nel miglior modo possibile. 

Se aumentiamo troppo l’attività aerobica e diminuiamo eccessivamente l’apporto di calorie, lavoriamo contro il nostro corpo che, affamato, risponderà rallentando il metabolismo e trattenendo il grasso corporeo. Ciò perché vede i momenti con poche calorie come momenti di digiuno e, quindi, per l’istinto di sopravvivenza, tenderà a trattenere il grasso. In tali momenti il corpo diminuisce la produzione di un particolare ormone, la leptina, che favorisce il consumo di energia e diminuisce il senso di fame. 
Viceversa, se ci alimentiamo 5 volte al giorno con giuste calorie, il corpo non avrà bisogno di trattenere il grasso in quanto noi lo riforniremo di carburante ad intervalli regolari. 

Una dieta per dimagrire, quindi, dovrà essere sia ipocalorica che ipoglucidica (assumendo i carboidrati solo in particolari momenti della giornata, come spiego nell’ ebook..).
Questo e altro ancora nell'ebook 'Welleness Olistico“. Buona lettura. 

A cura di Oreste Maria Petrillo

Ebook Wellness Olistico

 

 

 

 

 

 

 

Tutto scorre… per tutto c’è il suo tempo: c’è il suo momento per ogni cosa… Nondimeno, niente di nuovo sotto il cielo! (anche Berlusconi e Monti, gli stessi Vendola e Grillo, hanno avuto i loro predecessori).

Ok, nulla da dire sulla saggezza greca ed ebraica, e neppure su quella orientale, eppure qualcosa di nuovo, anzi d’antico, c’è (come si sa, il nuovo è solo la riscoperta di ciò che col passare del tempo si è dimenticato).

Bene, di nuovo ci sono: io – new entry nel Club Autori – e, soprattutto, la Kabbalah, la guest star del concerto a più voci della PNL (la superstar della formazione di qualità, la più gettonata nella lunga collana della BRUNO editore).

 Ed è di entrambe che parlo in questo ebook, della Pnl e della Kabbalah– la mistica ebraica – che ho sintetizzato, ponendo il focus sugli aspetti pratici, senza per questo banalizzarla. Quel che mi interessano sono, come per l’approccio alla PNL, il coinvolgimento del lettore e la sua “tras-formazione”.

Tu che mi leggerai acquisirai subito una nuova “attitude” (parola cara a Bandler): se applicherai con impegno gli esercizi, ben presto raggiungerai risultati al di là delle tue aspettative, coniugando e sommando la praticità e funzionalità della Pnl con la profondità e “straordinarietà” della Kabbalah. Quest’ultima, infatti, se da un lato è “spirituale”, d’altro canto è eminentemente pratica, funzionale e vicina, non solo alla PNL, ma alla stessa Fisica Quantistica.

Per dirne una, da quando applico gli esercizi e le visualizzazioni “PNL-cabalistiche”, sono diventato sempre più “multitasking” (e non sono una donna…) e centro ancor più facilmente gli obiettivi, senza per questo affannarmi e stressarmi, anzi gestendo al meglio le mie emozioni. Cosa che tu farai allo stesso modo…

 Come farlo? Visualizzando l’Albero della Vita, focalizzandoti sulle sue “sfere”, entrando in esse e “impregnandoti” delle qualità della sfera che più t’interessa, fino a tras-formarti a loro “immagine e somiglianza”. Tenendo conto che le sfere (sefire) “coprono” tutta la tua personalità, fino a toccare la tua essenza più profonda.

 Bene, non mi resta che augurarti buona lettura, un buon reset e un ancora migliore set, per dirla con il gergo del tennis. Insomma, più “gol” fatti e più “rigori” parati: d’altronde, con le visualizzazioni delle “sfere” dell’Albero della Vita, l’uso degli ancoraggi, delle submodalità e dello swish, passerai facilmente dal “low state” di “schiappa” (esagero) al 'peak state” di campione (qui, invece, mi mantengo…).

E poi, leggendo l’ebook, avrai modo di rilassarti, energizzarti e, anche, sorridere. D’altronde, se non è divertente non è PNL… E poi, «La Gloria Divina non rimane su di un uomo triste» (Rabbi Eléazar).

 

Buona lettura e… goditi il cambiamento.

A cura di Nicola Perchiazzi

Ebook Pnl e Kabbalah

 

 

 

 

 

 

Nel manuale Filosofia per la crescita si parla di un autore contemporaneo Ludwig Wittgenstein. E’ un filosofo un po’ ostico da capire anche perché egli ha trattato e studiato il mondo in modo logico.

Esiste in Wittgenstein il problema di come guardare il mondo, così come esiste la difficoltà di come desiderare le cose. È come se dietro la vita ordinaria ci fosse, secondo lui, una vita più profonda. Conoscere i fatti del mondo era solo una parte di ciò che cercava: ciò che desiderava era intravedere la profondità della propria anima (primo trucco).

Per risolvere questo enigma, egli scorse un possibile aiuto provenire dalla concezione di Dostoevsksij: una concezione più positiva di quanto riguarda la natura umana rispetto alla concezione di Tolstoj e che avrebbe consentito la felicità anche ad una vita che non valesse la pena ad essere vissuta.
 

Nei Fratelli Karamazov, lo stárez Zósima afferma: “Per la lietezza sono stati creati gli uomini, e chi è pienamente lieto, quegli è degno senz’altro di dire a se stesso: ‘Io ho adempiuto al comandamento di Dio su questa terra’”(Parte I, Libro I, cap. 4). In questo modo Wittgenstein ritiene che chi è felice compie il fine dell’esistenza (secondo trucco).

Lo stárez dice alla donna di poca fede che per conseguire la felicità è necessario possedere un amore operoso ed altruistico. Allo stesso modo Wittgenstein invita tutti gli uomini a non avere una cattiva coscienza per poter perseguire il più alto obiettivo, che è quello della felicità (terzo trucco).

A cura di Lucia Balista

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Molte delle cause dei dolori dell’umanità, di tanti problemi, legati tutti da un medesimo filo conduttore che produce comportamenti dannosi, sbagliati, cattivi ed egoisti sono determinate dalla larga diffusione di uno stesso sentimento.
Tanto in Occidente quanto nell’emisfero australe, sia nei paesi opulenti che nelle regioni più povere della terra, uomini, donne, vecchi e bambini si ritrovano spesso a condividere, con diversi accenti e intensità, una sensazione  antica che si chiama paura.

Dietro tanti disastri ci sono proprio le ansie, i timori dell’uomo.
Paura di morire, paura di perdere il lavoro, paura di non arrivare, di non avere denaro a sufficienza  o di perdere quello che si ha.

Paura di non mangiare, paura che la propria identità, religiosa, politica, sociale o addirittura sportiva venga sopraffatta o cancellata.
Paura della guerra, paura delle malattie e paura del terremoto.
Paura di annegare e paura di cadere.
Paura dei fulmini.
Paura degli esami.

Paura del diverso, dei meridionali, degli zingari, degli extracomunitari, degli ebrei, dei cinesi.
Paura degli altri.
Ma anche paura di perdere una poltrona, di essere lasciati dalla propria donna o dal proprio uomo.
Paura di restare soli.
Paura di non essere all’altezza o di non arrivare.

Poi ci sono le fobie.
Paura del vuoto e paura del chiuso, paura degli ascensori e dei viadotti, paura dei ragni, dei serpenti, della vista del sangue, paura degli aghi, paura degli insetti.
Paura di volare.
Infine, il panico.

Un secolo, il nostro, nato con la paura e segnato da divisioni e lacerazioni che, a loro volta, alimentano altre paure.
Ricordate? Dopo l’attacco alle Twin Towers, le lettere con l’antrace, la guerra, le bombe a Londra e a Madrid.

Ho scritto l'ebook: ''Vincere paure e fobie” proprio per aiutare le persone a scrollarsi di dosso tutte le brutte sensazioni che impediscono di vivere una vita felice.
E’ un manuale pratico, che insegna come materialmente si fa ad ottenere ciò che si vuole.

Un ebook che non potete perdere se siete vincolati da una qualsiasi paura o fobia che vi limita la vita.
Grazie alle tecniche sperimentate in ormai 40 anni di Pnl nel mondo sarete in grado velocemente non solo di sconfiggere quelle paure che forse vi hanno accompagnato finora ma anche di superare ostacoli di diversa natura che spesso vi impediscono di raggiungere un qualsiasi stato desiderato attraverso una nuova competenza che vi stupirà per la sua efficacia.

A cura di Angelo Allegrini

Ebook Vincere paure e fobie

 

 

 

 

 

Il problema principale per chi vuole iniziare ad investire e a guadagnare in Immobili è la mancanza di soldi. Molte persone infatti abbandonano questo sogno proprio perché non hanno denaro a sufficienza oppure perchè non ne hanno affatto.

Queste persone tuttavia non sanno che si può investire e guadagnare in Immobili anche senza avere soldi, a costo zero quindi. O meglio, magari sanno che si può fare, ma non conoscono i veri metodi per farlo.

Non esiste infatti un solo metodo, per fortuna ne esistono molti, in questo modo ognuno può scegliere quello più adatto alla propria situazione economico-finanziaria.

Il mio ebook Immobili a costo zero ti svelerà quali sono questi metodi, gli stessi che utilizzano i più grandi immobiliaristi internazionali, in modo che tu possa investire e guadagnare in Immobili veramente a costo zero.

Inoltre, se sei già proprietario di almeno un immobile, l'ebook  ti rivelerà anche come investire e guadagnare utilizzando il tuo immobile come una leva, in modo da generare tantissimi soldi.

L’ebook ti svelerà anche il modo corretto di approcciarsi al denaro ma soprattutto ti rivelerà come smuovere grandi quantità di denaro che attualmente non possiedi e che non vedi, in modo da arrivare ad alzare milioni di euro anche grazie agli Immobili.

Inoltre ti sarà possibile guadagnare anche senza acquistare un immobile, attraverso delle formule poco conosciute, perfino dagli addetti del settore immobiliare. Dunque per guadagnare in Immobili non sarà necessario acquistare per forza un immobile.

Ad esempio, sapevi che tramite la Permuta Immobiliare puoi scambiare il tuo immobile con un altro che ne vale molto di più? In questo modo il guadagno è immediato! Basta semplicemente sapere come fare!

Un altro aspetto molto interessante è che puoi guadagnare e investire in Immobili senza doverti iscrivere a nessun albo, senza aprire la Partita IVA, senza iscriverti alla Camera di Commercio locale, senza versare i contributi all’INPS e senza versare il premio all’INAIL. Il tutto ovviamente in modo legale, in quanto previsto dalla Legge.

Ma non solo, oltre ad essere a costo zero e senza alcun tipo di obbligo, grazie ai metodi per investire e guadagnare in Immobili a costo zero in qualche anno puoi guadagnare tranquillamente 2.000.000,00 di euro in contanti!

Scoprirai tutte le cose che ti ho appena detto in questo articolo e molto altro ancora leggendo il mio ebook Immobili a Costo Zero.

A cura di Giacomo De Carlo

Ebook Immobili a costo zero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aldilà di ciò che l’immaginario collettivo è portato a pensare, l’Investimento in Oro è un investimento accessibile a tutti. Probabilmente è la forma di investimento più semplice che ci sia. In alcuni casi è molto più semplice di comprare un’azione.

In questi mesi, tra i feedback raccolti su Dehsgold.com, mi sono accorto che uno dei dubbi più frequenti in merito all’investimento in Oro risiede proprio  nel fatto che la nostra mente associa all’Oro un qualcosa che abbia un valore così elevato da essere inaccessibile al piccolo investitore.

E’ vero, l’Oro è una materia molto pregiata. Tuttavia questo non significa che sia inaccessibile a chi detiene pochissimi risparmi.

Ma lascia che entri più nel pratico di questo concetto. Vediamo due esempi concreti su “Come potrebbe un piccolo investitore cominciare ad accumulare Oro”.

1) Comprare monete da piccoli “tagli” oppure lingottini di pochissimi grammi
2) Comprare Oro all’estero, tramite un conto detenuto presso una società che ti permette di comprare e vendere Oro direttamente dalla loro piattaforma online

Al momento in cui scrivo l’oro è quotato a 42,62 Euro al grammo.
Dunque, se volessimo comprare una moneta d’oro come la famosissima “Sterlina” (più propriamente detta Sovereign) contenendo questa moneta soli 7,32 grammi di Oro, il suo valore di mercato sarebbe di 7,32 * 42,62 = 312 Euro circa (a questo prezzo sarà da aggiungere il costo che ti farà pagare il venditore, e che rappresenterà il suo guadagno).

Questo significa che con meno di 350 Euro oggi anche un piccolo investitore può cominciare ad investire in Oro. L’Investimento in oro NON E’ un investimento per soli ricchi, o multimiliardari.

Allo stesso modo, un investitore potrebbe decidere di acquistare un lingottino di Oro. Esistono addirittura lingottini da un solo grammo! Questo significa che anche con meno di 100 Euro oggi è possibile cominciare ad accumulare Oro.
Abbiamo poi lingottini da 5 grammi, 10 grammi e così via. La scelta è davvero notevole.

Ma per chi proprio non si accontenta e vuole una maggiore flessibilità (come decidere l’esatto ammontare che vuole investire, e possibilmente farlo in modo velocissimo ogni volta che lo desidera) ecco che si presenta la possibilità di Comprare Oro all’Estero dalle diverse società specializzate.

Queste società offrono la possibilità di creare un tuo conto personale e tramite di esso andare a comprare e vendere il tuo metallo, direttamente online con pochissimi click di mouse.

Come puoi notare, la scelta a tua disposizione è veramente ampia.

A cura di Gennaro Porcelli

 

==>Comprare oro all'estero

 

 

 

 

 

 

 
“Volli, e volli sempre, e fortissimamente volli!” (Vittorio Alfieri)

Da piccolo mia madre mi ripeteva sempre questa frase per dimostrarmi che se lo volevo potevo ottenere, dalla vita, qualsiasi risultato: ci vuole solo forza di volontà mi ripeteva!

Si racconta che Vittorio Alfieri iniziò a studiare duramente in età ormai adulta e per non distrarsi si faceva legare dal suo “servo” su una sedia.

Anche Giacomo Leopardi adottò per anni un approccio allo studio da lui definito “matto e disperatissimo”.

Non solo nelle attività intellettive, ma anche in quelle fisiche, ci vuole una ferrea volontà per eccellere: pensiamo alle estenuanti ore di allenamento a cui ogni atleta si sottopone.

E’ significativo come alcuni studi sociologici hanno riportato dei risultati alquanto indicativi riguardo l’influenza delle opinioni sul cervello e sul comportamento umano. È stato sottoposto all’insegnamento di una educatrice un gruppo di allievi dotati della stessa capacità intellettiva. Durante la presentazione alla maestra venivano indicati alcuni allievi come superiori ad altri per Q.I. (Quoziente Intellettivo). Si è riscontrato poi, dopo un periodo di insegnamento, che i bambini indicati come “superiori” per intelligenza avevano effettivamente dato risultati migliori; questo non per una loro speciale capacità ma per un modo diverso di comunicazione adottato dall’insegnante nei loro specifici confronti.

Cosa dimostra questo studio? Se noi ci poniamo nell’atteggiamento mentale della vittoria, del successo, del non porsi limiti, allora vedremo che i progressi verso la realizzazione dei nostri obiettivi e dei nostri sogni non saranno una chimera.

Nell’ebookWellness Olistico” vi accompagnerò per mano, con l’aiuto di frasi motivazionali di noti autori, per ottenere non solo una mente a prova di ostacoli ma anche il fisico dei sogni!

Buona lettura.

A cura di Oreste Maria Petrillo

Ebook Wellness Olistico

 

 

 

 

 

Come ho ampiamente discusso nel mio Ebook Quizmania su come partecipare ai quiz televisivi al link, conoscere le caratteristiche dello studio televisivo prima di partecipare come concorrente può creare più tranquillità e permette di muoversi più agevolmente. Un altro vantaggio molto importante consiste nel capire meglio le regole del gioco.
Se hai deciso di partecipare come pubblico, ti consiglio di usare i seguenti trucchi per affrontare al meglio le ore nello studio televisivo e ricavarne un’esperienza piacevole da raccontare agli amici.

Primo trucco: come arrivare ad entrare nello studio televisivo
Innanzitutto occorre trovare i giusti contatti per chiedere di partecipare come pubblico. Si può partire dal sito internet o dal numero di telefono associati al quiz, vengono spesso mostrati alla fine della trasmissione nei titoli di coda, ma spesso compaiono anche nei titoli scorrevoli in basso durante il quiz. Dopo il primo contatto si riceve una conferma in cui vengono comunicati orario, data e luogo cui presentarsi, bisogna essere puntuali per non causare ritardi agli addetti incaricati di gestire il pubblico.
Si comincia subito con la richiesta di liberatoria per l’uso dell’immagine personale, in cui si rinuncia a chiedere diritti in caso si venga ripresi anche per scopo pubblicitario.
In alcuni studio collocati in strutture molto grandi è obbligatorio un documento di identità per poter entrare, in altri casi l’accesso è diretto. Nel dubbio, meglio portarsi sempre un documento.

Secondo trucco: cosa portare e non portare nello studio televisivo
Si possono portare bottiglie piccole di acqua in studio, però bisogna togliere la carta con la marca per evitare accuse di pubblicità occulta. Sempre considerando che non è possibile muoversi durante le riprese ma solo durante le poche e brevi pause, conviene portarsi caramelle o snack per superare la fame che viene durante le molte ore da trascorrere seduti.
Meglio andare a bagno poco prima di entrare nello studio, si può andare a bagno solo durante le poche e brevi pause.
Penna e blocco note sono sempre utili per tenere memoria di qualcosa utile durante l’eventuale partecipazione come concorrente.
Spesso le sedie, specialmente nelle ultime file meno riprese dalla telecamera, sono di plastica e non sono comode, si può portare un piccolo cuscino.
Una persona della produzione è addetta a sistemare le persone del pubblico appena entrano nello studio, per disporle secondo altezza e abbigliamento.
Un programma televisivo richiede un tempo lungo di ripresa, che va ben oltre il numero di ore richiesto per la trasmissione in tv dovendo considerare tempi morti, ritardi, riprese effettuate ma non trasmesse. Occorre non prendere appuntamenti nelle fasce orarie vicine all’ora in cui si prevede di terminare, perché si può uscire dallo studio solo durante le pause ed è difficile trovare altra persona che va a coprire lo spazio lasciato vuoto nel pubblico.
Non è possibile tenere occhiali da sole sul volto o metterseli sui capelli come se fossero un cerchietto, perché si creano riflessi che disturbano la telecamera e il regista può chiedere di toglierli.
Borse e cappotti possono essere lasciati presso il guardaroba. Non si possono usare telefoni cellulari perché potrebbero causare interferenze con i tanti dispositivi elettronici per la ripresa. Le fotografie possono essere fatte senza flash tanto c’è molta luce nell’ambiente, non vanno mai usate mentre sono accese perché potrebbero creare danni alle telecamere, chiedere agli assistenti di studio se è possibile effettuare foto durante pause o al termine delle riprese.
Chiedere autografi al conduttore o altre persone famose è molto difficile, vengono tenute a distanza dal pubblico e seguono percorsi diversi per entrare in studio.
L’abbigliamento può essere più o meno appariscente secondo il tipo di trasmissione. Un’attenzione particolare va posta alla presenza di marchi, logo, disegni vari sull’abbigliamento. La produzione del programma non intende fare pubblicità gratuita e non gradisce ricevere accuse di pubblicità occulta, pertanto alcune persone hanno l’incarico di ricoprire con stoffa e adesivi ogni minima traccia che potrebbe fare pensare a pubblicità. Sono interessati da tale provvedimento anche gli occhiali in cui è ben evidente il marchio del produttore.
Alcune persone hanno l’incarico di seguire i movimenti del pubblico, spesso si fermano a parlare e raccontano retroscena, aneddoti, episodi più o meno simpatici ecc. Informazioni che permettono di affrontare meglio la futura partecipazione come concorrente, o almeno di conoscere qualche curiosità sul mondo televisivo.

Terzo trucco: riconoscersi mentre viene va in onda la trasmissione
Naturalmente, la prima cosa che viene in mente a chi partecipa è “quando viene mandata in onda la trasmissione così dico a tutti di vedermi?” Se la trasmissione non è mandata in diretta, per conoscere la data di messa in onda si può chiedere informazioni alle persone addette alla registrazione, alcune volte viene comunicata sulla liberatoria da firmare, purtroppo in alcuni casi la puntata può essere trasmessa in data diversa da quella inizialmente prevista ed occorre seguire tutte le puntate.
Solo poche persone vengono riprese dalle telecamere e si possono riconoscere facilmente durante la trasmissione. Localizzare la propria posizione rispetto alle telecamere, al conduttore e ai concorrenti può facilitare il riconoscimento della propria posizione, sono informazioni preziose da dire agli amici per spiegargli dove guardare in un certo momento.

Concludo ringraziandoti per aver letto queste note e ti auguro di trascorrere ore divertenti.

A cura di Roberto Marmo

Ebook==> Quizmania

 

 

 

 

 

 
Quali sono esattamente le modalità che portano chiunque di noi a convincersi degli aspetti positivi e negativi  delle cose che vede, legge, ascolta o sperimenta?

Secondo la PNL, possiamo convincerci di qualcosa in quattro modi diversi e ognuno di noi ne sceglierà, in maniera tendenzialmente inconsapevole, uno in particolare a seconda della situazione. Quanto sarà utile possedere la capacità di calibrare la nostra comunicazione sul metodo di convincimento preferito dalle persone che ci circondano nel momento in cui vorremo proporgli un’idea? Per avviare questo processo di calibrazione è necessario effettuare una raffinata operazione di indagine, chiedendo: <<Quante volte devi vedere/ascoltare/leggere/provare questa cosa prima di convincerti?>>.

Questa domanda è semplice e potente.

Ora, la risposta indicherà una delle quattro alternative:

1.Automatico. La persona necessita di ricevere l’informazione una volta sola. La considera valida fino a prova contraria e solitamente salta alle conclusioni con facilità, immaginando o dando per scontata tutta una serie di elementi. Modificare l’esito del ragionamento puo‚ risultare molto difficile perché, in sostanza, non c’è alcun ragionamento. C’è un impulso. E’ quindi più che mai saggio parlare solo dopo aver raggiunto un certo grado di sicurezza rispetto al modo con cui ci vogliamo esprimere.

2. Numero di esempi. La persona vuole che gli stessi elementi gli vengano riproposti un numero definito di volte. Crede e impara per ripetizione. Vi è mai capitato di sentire un amico che vi spiega una cosa come se l’avesse appresa da qualcun altro, nonostante gliene aveste già parlato voi qualche tempo prima? Probabilmente gliene avevate parlato un numero di volte insufficiente. Una soluzione? Porre la domanda d’indagine e ripresentare i concetti per l’esatto numero di volte di cui la persona ha bisogno, anche in circostanze diverse.

3. Consistente. La persona si deve riconvincere ogni volta. Non si tratta di amnesia, ma di scetticismo e dubbio che sono una costante del suo modo di pensare e lo portano a riverificare le informazioni periodicamente. Ottima modalità di convincimento, ad esempio, per un addetto al controllo qualità. E’ necessario ripresentare le informazioni e rispondere alle domande tutte le volte che affrontiamo l’argomento per convincerlo che, anche stavolta, vada tutto bene.

4. Periodo di tempo. La persona valuta le informazioni nel corso di un determinato periodo di tempo. Anche se la domanda d’indagine chiede esplicitamente “quante volte”, questa persona ci risponderà con un’indicazione relativa alla durata del suo processo di pensiero. E’ sufficiente rispettare quella quantità di tempo, rimanendo presenti mentre evitiamo di insistere troppo per farle prendere una decisione anticipata. Calibrando la preferenza del nostro interlocutore, avremo un’idea chiara riguardo al modo in cui potremo gestire le informazioni durante il suo processo decisionale in maniera efficace, ma non è finita qui.

La PNL ci offre tutta una serie di straordinari strumenti linguistici per imparare a controllare il nostro linguaggio con precisione anche su altri livelli. Questi strumenti prendono il nome di metaprogrammi a selezione funzionale, nel mio ebook ne esamino otto in modo molto approfondito, vi invito a leggerne la scheda.

A cura di Michel Sainville

 ==>>Metaprogrammi PNL

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Caro appassionato di crescita personale,

Dobbiamo ammetterlo.

All’inizio eravamo preoccupati.

Tutto è cominciato quando, chiacchierando con Max Damioli e Raffaele Galasso, due grandi trainer (e amici) con cui ho collaborato in varie occasioni, ci è venuta in testa una strana idea. Stavamo ripensando a quando ci avvicinammo per la prima volta al mondo dello sviluppo personale. Ai primi anni di studi, ai corsi che frequentavamo, a tutte le domande che ci ponevamo.

Finché non ci siamo accorti che tutti e tre avevamo avuto un desiderio in comune: avremmo voluto partecipare a un corso in cui non erano i trainer a scegliere di cosa parlare, ma in cui avremmo potuto fare NOI tutte le domande che volevamo...

... specialmente quelle più “scomode” e provocatorie...

... e loro avrebbero dovuto rispondere in tutta sincerità e con completa chiarezza!

In questo modo ci saremmo tolti finalmente tutti i dubbi più pressanti e le domande più complesse e “difficili” che ci portavamo dietro, senza aspettare che “capitasse l’argomento” (non succedeva mai).

Purtroppo, però, nessuno è disposto a fare una cosa del genere.

Bisogna saper improvvisare, accettare le provocazioni e, soprattutto, si rischia una gran figuraccia!

Ecco perché nessun formatore nella storia della formazione e dello sviluppo personale ha mai tenuto un corso così.

E’ stato allora che ci è saltata in testa la strana idea: perché non organizziamo NOI adesso questo corso? Ma come ho già detto, eravamo preoccupati! E se qualcuno avesse fatto una domanda troppo “scomoda”, troppo provocatoria o troppo sfacciata? Dopotutto, c’era in gioco la nostra stessa reputazione. Rischiavamo di metterci in ridicolo davanti a tutti! Eppure, un po’ per testardaggine, un po’ per fiducia, alla fine ci siamo convinti! E sono felice di dire che abbiamo fatto la scelta giusta. Non solo NON abbiamo fatto una figuraccia e messo a repentaglio la nostra reputazione, ma...

... è stato uno dei corsi più intensi, illuminanti e
divertenti a cui abbia mai preso parte!

Perché?

Per vari motivi, penso.

Innanzitutto, perché è durato più di 6 ore, senza pause e senza “riempitivi”, e perché non c’era solo un trainer, ma ben tre (ognuno fondatore di una propria scuola di formazione, circa 60 anni di esperienza in 3), con tre punti di vista, tre stili e tre esperienze di vita diverse.

Il che significa spiegazioni più ampie, più varie e più complete.

Poi, perché - come ho già detto - non c’è stato un “copione”. Siamo arrivati senza un discorso pronto e senza una scaletta da seguire, e abbiamo lasciato tutto lo spazio ai partecipanti e alle loro domande.

Il che significa che abbiamo parlato solo ed esclusivamente dei dubbi più pressanti, delle domande più “scomode” e delle difficoltà più diffuse in un percorso di crescita personale, che bloccano la maggior parte delle persone e impediscono loro di migliorare.

E visto che i partecipanti non si sono certo risparmiati, le domande sono state tante (svariate decine), avanzate (avevano quasi tutti partecipato ad altri corsi di formazione e hanno fatto solo domande mirate e “scomode”, alle quali non avevano ancora trovato risposta) e provocatorie.

E questo ha reso il corso intenso, illuminante e soprattutto divertente!

Per fortuna, abbiamo ripreso tutto con le telecamere (escluso lo svolgimento degli esercizi di gruppo, che puoi provare da solo sentendo le spiegazioni).

E quindi ora puoi rivedere l’intero corso comodamente a casa tua, senza pagare la quota di partecipazione al
seminario e senza spese di viaggio, vitto e alloggio!

Ma prima di mostrarti come questo corso migliora la TUA vita e farti fare passi da gigante nel TUO percorso di sviluppo personale, ti starai forse chiedendo...

Continua a leggere ==>3 Contro Tutti

 

 

 

 

 

 

Com’è noto, il marketing è “un insieme integrato di decisioni volte a realizzare e facilitare i rapporti di scambio tra domanda e offerta” (Kotler). Ma come si realizza questo processo di scambio? E come posso intervenire per facilitarlo?

Alcuni economisti americani hanno studiato approfonditamente questi meccanismi e hanno descritto un modello comportamentale del consumatore che prende il nome di “Modello EKB”, dalle iniziali dei suoi ideatori: Engel, Kollat e Blackwell. Secondo questo modello, il processo decisionale che porta all’acquisto di beni e servizi (e quindi anche di un evento) avviene in cinque fasi.

1. Percezione del bisogno. Avvertito il bisogno di una serata divertente con amici, il potenziale spettatore attiva la sua memoria, alla ricerca di quello che potrebbe fare per soddisfare le sue esigenze.

2. Ricerca delle informazioni. Le esperienze passate e le comunicazioni formali (ad esempio ciò che ha letto sul giornale o ascoltato alla radio) ed informali (ciò che gli ha consigliato un amico) recentemente ricevute lo portano a identificare:
 l’insieme evocato, ossia quello che per soddisfare il suo bisogno gli viene subito alla mente (stasera al Ciak ci sono Aldo Giovanni e Giacomo, ci andiamo?)
 l’insieme negativo, ossia ciò che non farà mai più, date le esperienze negative (quel teatro ha delle sedie scomodissime, non mi vede più!)
 l’insieme latente, ossia quelle soluzioni che non vengono di primo acchito, ma che fermandoci un po‚ a riflettere possono diventare valide alternative (… fammi pensare: qualche tempo fa ci siamo divertiti in quel club, facevano cabaret … vediamo su internet cosa fanno stasera?).

3. Valutazione delle alternative. Il processo valutativo è basato su criteri di scelta (soggettivi: genere di spettacolo preferito, costo della serata, atmosfera esclusiva o informale, ecc.) e su convinzioni (giudizi e pregiudizi: Shakespeare è una barba, meglio Goldoni) che portano alla formazione di un valore percepito delle varie alternative e quindi ad un atteggiamento positivo o negativo nei loro confronti.

4. Acquisto. La formazione della scala di preferenze porta dunque alla decisione d’acquisto.

5. Consumo e valutazione post acquisto. Se l’esperienza ha generato soddisfazione si potrà in futuro ripeterla, incrementando di volta in volta la fiducia nell’organizzazione proponente e diventando quindi clienti fedeli. Se al contrario l’evento ha generato insoddisfazione, potrò limitarmi a non considerarlo mai più o potrò arrivare addirittura alla lamentela e alla comunicazione informale negativa (”l’altra sera sono andato a vedere quella commedia … quell‚attore è un cane, non ci andare!”): il protagonista della débâcle è finito sul libro nero e difficilmente potrà recuperare.

Il responsabile di marketing deve dunque occuparsi di come influenzare le varie fasi del processo d’acquisto. Ma l’imperativo è certamente quello che Al Ries e Jack Trout (”Le 22 leggi immutabili del marketing”) definiscono “La legge della mente”: essere primo nella mente del cliente è tutto nel marketing!

Focalizza dunque la tua attenzione innanzitutto su come portare la tua proposta ad essere inclusa nell’insieme evocato degli eventi che il potenziale utente subito associa ad una bella (o diversa) serata fuori: comunicare è ancora una volta la parola chiave!

A cura di Filippo Maria Cailotto

==>Organizzazione Eventi

 

 

 

 

Sono cresciuta in un paesino della Sicilia, bigotta, membro di Azione Cattolica, piena di schemi e preconcetti sul sesso e sul peccato. Ora sono una donna pienamente padrona della Sessualità e della Passione, dell’energia orgasmica, della gioia di vivere ed amare… e tu?

In anni di ricerche e pratica terapeutica prima di tutto su me stessa ho scoperto come vivere fino in fondo tutti gli aspetti della mia sessualità senza timori né vergogne, affrontando e trasformando le difficoltà relative alla sfera sessuale, trasformando il pudore in eccitazione, liberandomi dal concetto di peccato e dai blocchi sviluppati nell’infanzia.

Per questo ho deciso di condividere quanto ho usato in prima persona per trasformare il mio rapporto con la Passione attraverso due ebook, “Sessualmente” e “Risveglia  il Piacere“, ed i seminari “sessualmente 2.0″ che porto avanti ormai da molti anni per fornire un supporto a tutti quelli che necessitano di tecniche ed esercizi per esplorare a fondo la loro sessualità.

La maggioranza delle difficoltà relative alla sfera sessuale hanno origine nella mente umana; solo una minima percentuale deriva da reali problemi fisico-organici. Non è complicato riprendere la vibrazione naturale del corpo quando esso si rilassa e si fa guidare dalla sua energia sessuale. Non è difficile dire addio a schemi e prigioni mentali che si riconoscono malsani per il proprio ben-essere. Basta volerlo ed agire!.

Il rimedio per le difficoltà legate alla tua sfera sessuale esiste ed è efficace. Scopri i segreti per vivere la sessualità in modo diverso, più consapevole e maturo e impara a gestire i tuo riflessi! Vivere pienamente la tua energia orgasmica è anche un modo per mantenerti in salute psico-fisica.

A cura di MariaRosa Greco

Ebook=>SessualMente 

 

 

 

 

 

 

In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, con il mercato interno quasi fermo e la presenza di un’agguerrita concorrenza sul mercato internazionale, non è più sufficiente avere un buon prodotto e un buon rapporto qualità prezzo: è indispensabile gestire l’export con maggiore professionalità, innovazione e metodo.

Voglio trasferirti un metodo di lavoro, attraverso esperienze pratiche, in modo da permetterti di fare delle scelte meno emotive e più razionali, iniziando da un’auto valutazione della tua capacità competitiva: troverai un check-list per valutarti.

Alcune delle domande del check-list: Conosci la struttura dei costi d’importazione nei mercati, dove esporti? Sei sicuro di essere ancora titolare del tuo marchio? La tua rete di vendita all’estero è qualificata? La tua comunicazione riesce a trasmettere ai tuoi potenziali clienti i tuoi fattori di attrattività?

L’obiettivo non è quello di presentarti un testo accademico e concettuale, ma darti una bussola, trasmetterti passione per l’argomento, esperienze, esempi, informazioni ( moltissimi links e fonti), strumenti pratici (le numerose check-list), indicarti percorsi, dirti cosa fare e cosa non fare (i miei errori e quelli di tanti altri).

In questo ebook troverai molte risposte a interrogativi raggruppati in quattro aree:

Informazione: Quando manca è la causa di elevati costi e frustrazioni nell’approccio all’export. Cosa esportare, a chi, dove, come, quando? Quali sono gli enti di supporto all’export? Come trovare un agente all’estero? Come selezionare un mercato? Come avere un idea di contratti internazionali? Dove trovare ricerche di mercato?

Promozione: Quante aziende hanno degli ottimi prodotti però non riescono a comunicare? Sarà perché non conoscono le differenze culturali? O perché non ottimizzano una fiera o l’uso di website, blog, social network, you tube ? O non proteggono il loro marchio?

Mercato: Come gestire l’internazionalizzazione? “Lasciarsi comprare” o aggredire i mercati? Con quali prodotti? E’ bene diversificare o concentrarsi su pochi mercati? Dove? Come invogliare qualcuno ad essere un nostro agente ? Come selezionare i nostri partner?

Impresa: Nella tua azienda è più difficile vendere l’idea dell’export che vendere il prodotto all’estero? C’è la cultura export? Come dimensionare un ufficio export? Qual è la co-responsabilità di ogni settore aziendale ? Quali saranno i parametri da considerare per l’elaborazione di una proposta e del budget? Se stai iniziando il tuo progetto di internazionalizzazione, questo ebook ti servirà come una guida di cosa non fare e di cosa fare. Se sei un veterano dell’export, ti servirà come un “export check-up”, un confronto di esperienze, una forma di acquisire nuove informazioni per migliorare l’efficienza e ridurre maggiormente rischi, costi e tempi.

Mettici tutta la tua creatività nel realizzare un prodotto quasi unico, ma mettici soprattutto metodo nell’affrontare i mercati esteri. Ora hai tutti gli strumenti che ti servono: usali! Ti sarò grato se vorrai scrivermi per i tuoi commenti, critiche ed esperienze.

Grazie per la tua attenzione e… buon export.

A cura di Nicola Minervini

==>L'export di successo

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando si avvicina la data fatidica della fiera di settore sono, dopo tredici anni di assidua partecipazione, sempre più entusiasta e in preda ad una tensione positiva. Questo perché rimango convinto che rappresenti un’occasione imperdibile per “allenare” le proprie qualità commerciali e non, come pensano alcuni colleghi, una mera perdita di tempo.
Il venditore ''premium'', come lo chiamo io, sa benissimo che un’abilità fondamentale è rappresentata dalla capacità  di generare immediatamente una buona sintonia con il proprio interlocutore; l’empatia così creata ci permetterà successivamente, passo dopo passo, di guidare il cliente verso le nostre posizioni.
La sequenza corretta è, non dimentichiamolo mai, la seguente: prima il ricalco, poi la guida. Alcuni rappresentanti commettono infatti l’errore di voler imporre immediatamente le proprie convinzioni, le proprie “regole del gioco”, (alle volte assumendo un atteggiamento troppo aggressivo e distaccato), con il risultato di non veder mai nascere un rapporto adeguato.

Ho individuato tre principali tipologie di clienti (si tratta chiaramente di una schematizzazione, adatta però per creare una “bussola di riferimento”), con i quali è obbligatorio approcciarsi in maniera completamente diversa.

Il “Sospettoso/Indeciso perenne” è colui che possiede la convinzione (certamente limitante) che ogni proposta commerciale contenga qualcosa di sbagliato, che nasconda sempre la fregatura. E’ generalmente molto critico verso le novità di settore; cerca situazioni e prodotti collaudati e sicuri. Mai e poi mai lo vedremo effettuare un acquisto d’impulso.
Con lui bisogna sicuramente procedere nella presentazione mettendo ogni elemento per iscritto (prezzi, condizioni di pagamento, quantità) seguendo una scaletta definita. E’ inutile cercare di “forzare la vendita”: è necessario cercare di apparire molto professionali e precisi. Pignoli, direi.

Il “Goliardico/Entusiasta” interpreta la fiera sostanzialmente come un’occasione di divertimento. E’ un po‚ guascone; le sue preferenze per le varie aziende dipendono molto dal rapporto di simpatia che esiste con il rispettivo venditore e i suoi ordini spesso sono dettati dall’emotività del momento (a volte capita infatti di doverlo sconsigliare o “frenare”).
Per andare d’accordo con lui è consigliabile evitare di apparire troppo stereotipati e impostati. Raccontare degli aneddoti personali spiritosi può essere una buona idea, per apparire una persona che si sta divertendo e che emana energia positiva. Rispecchiare la sua voce, dal tono alto e dal ritmo veloce,  ci farà apparire più simili a lui.

Infine, abbiamo il “Maestro/Super organizzato”. É un soggetto metodico, con tempi e appuntamenti scanditi alla perfezione. Dotato di un’alta autostima, spesso esprime opinioni nette e le sue convinzioni appaiono scolpite nella pietra. Che fare? Evitiamo di contraddirlo apertamente, per non imbatterci in discussioni prolisse e improduttive.  Diamogli inizialmente ragione, mostrando un sincero interesse per le sue idee. Possiede sicuramente un “filtro decisionale” di tipo “interno”, per cui una nostra frase del tipo “Guardi che oggi molti suoi colleghi hanno già acquistato il prodotto X” potrebbe avere delle conseguenze nefaste sul suo umore!

Grande palestra la fiera, non credi?
Buon lavoro e Buone Vendite!

A cura di Enrico Moshini

EBOOK==> IL venditore in fiera

 

 

 

 

Chissà, magari l’avrete letta anche voi, poiché è una storiella che gira in internet.
L’avaro del paese cadde nelle acque del lago.
“Aiuto, aiuto! Non so nuotare!” Gridava a squarciagola, annaspando nell’acqua.
I paesani accorsero per salvarlo.
“Dammi il braccio che ti tiro fuori!” Gli urlò un ragazzone.
“Dammi la mano che ti salvo!” Gridò un altro.
“Dai, vai sotto, punta un piede e spingiti verso di me!” Disse un altro ancora.
Ma l’avaro non aveva mai saputo andare verso qualcuno e nemmeno dare ad altri e anche questa volta non sapeva dare né mano né braccio.
Arrivò un uomo che gli si rivolse nel suo stesso linguaggio: “Prendi la mia mano che ti porto in salvo!”
Immediatamente l’avaro afferrò la mano dell’uomo e fu salvato.

Perché questa storiella?
Per sottolineare l’importanza delle parole, che possono salvare oppure ferire come lame affilate!
La più grande differenza è data dalla consapevolezza nel loro uso, perché troppo spesso infliggiamo ferite senza accorgerci né volerlo, e non sappiamo invece cosa dire quando vorremmo portare sollievo, con l’esito di ottenere l’esatto contrario di quello che avremmo desiderato.

Inoltre, al di là delle parole, nella comunicazione o nella più semplice conversazione sono davvero tanti i fattori che possono rendere il nostro intervento positivo, piuttosto che negativo e, oltre alle consapevolezze sono necessari atteggiamenti, abilità e tecniche.

Tutti conversiamo, ma in pochi lo sanno fare con consapevolezza, pensiero veloce e parola sciolta. Il bello, però, è che si può imparare!

Qualche segreto?

Partiamo dagli atteggiamenti, citandone solo il più importante secondo me: la capacità di ascolto, o ancora meglio il desiderio di ascoltare davvero.
Questo lo si dimostra non solo aprendo le orecchie, ma anche il cuore al nostro interlocutore e facendoglielo capire con gli occhi che lo guardano, la testa che assente e la postura volta verso di lui e ancora con qualche domanda in merito ogni tanto, a dimostrazione che stiamo seguendo quanto ci viene raccontato.
Tra gli atteggiamenti, per citarne solo qualcun altro, è importante l’essere assertivi, per sapere esprimere le proprie idee senza ansia né aggressività, capaci di difendere i propri diritti senza violare quelli altrui. È inoltre un grande punto di forza il credere che tutti siamo portatori di valori e che da tutti possiamo imparare. E anche il mettere al bando ogni desiderio di manipolazione, e questo non per moralismo, ma per puro interesse! Nessuno darà mai più credito, infatti, al manipolatore che si tradisca anche una sola volta!

Anche le abilità richieste non sono poche.
Per esempio saper fare buon uso della voce, che è il nostro personale strumento musicale! Saper controllare la nostra gestualità e la mimica facciale, occhi per primi. Saper atteggiare la nostra postura.  Saper fare buon uso dello spazio, poiché è ben diverso sussurrare attaccati a un orecchio che non parlare alla distanza di un braccio.

Per finire, rimangono le tecniche ma questo è già un discorso per iniziati!

Quello che mi piace dirvi in conclusione è che, nonostante la comunicazione sia un discorso complesso, si può davvero migliorare e anche in fretta, se lo si desidera, con un po‚ di esercizio guidato e con gli atteggiamenti sintetizzati nell’acronimo “DISCO”: Determinazione, Impegno, Strategie, Chiarezza di Obiettivi.

A cura di Angela Foi

EBOOK: Giochi Conversozionali

 

 

 

 

 

 

La filosofia occidentale nasce nell’antica Grecia. Ancora oggi, tuttavia, la filosofia è importante e  può essere utile per la crescita personale. Ci consente, in effetti,  di comprendere il mondo, oltre che noi stessi e il rapporto con gli altri.

Anche per gestire alcuni problemi quotidiani, dunque, ci possiamo affidare alle concezioni elaborate da saggi e da filosofi. Agli antichi Greci, che non avevano speranze ultraterrene, il concetto di morte riportava il concetto di limite; mantieniti nella tua condizione, sembra che ci dicessero, e sviluppa la virtù che ti è propria mediante la conoscenza di te (primo segreto).

I filosofi che sono presentati nell’ebookFilosofia per la Crescita” sono dodici: si parte con Socrate per terminare con un filosofo-teologo contemporaneo, Hans Küng. Ogni indicazione dei dodici filosofi, ivi fornita, non è migliore o peggiore dell’altra; l‚obiettivo non è dare consigli, né influenzare la persona per la propria crescita personale. La stessa lettura dei filosofi non deve essere considerata in modo gerarchico, dal più importante al meno importante, da quello più lontano temporalmente da noi a quello più vicino.

Si parte dall’ironia socratica che suscita la ricerca e si va al vivere secondo ragione di Aristotele. L’analisi di se stessi rende la persona consapevole e  distaccarsi  dall’immediatezza conduce alla saggezza e quindi alla felicità (secondo segreto) . Aristotele ci ha lasciato in eredità un metodo significativo che spiega come pervenire al possesso di sé.
Oltre Socrate ed Aristotele, incontreremo gli Stoici, S. Agostino, Erasmo da Rotterdam, Cartesio, Spinoza, Hume, Schopenhauer, Kierkegaard, Wittgenstein. L’indicazione che ci propone, per ultimo, Küng, riguardo la ricerca della felicità, è perseguire l’autocoscienza e la scoperta di sé, ma senza cadere nell’egocentrismo e nel narcisismo (terzo segreto).

È, comunque, fondamentale l’impegno e la dedizione per crescere. Per acquisire maggior consapevolezza e per trovare indicazioni per la nostra vita.

A cura di Lucia Balista

=>Ebook Filosofia per la crescita

 

 

 

Hai mai desiderato di essere perennemente tranquillo, di fare in modo che tutte le ansie e le preoccupazioni derivanti dalla vita di ogni giorno non ti schiaccino?  Chi, d’altronde, non ha mai desiderato raggiungere uno stato di perfetta tranquillità con il proprio essere.

Sfortunatamente, durante la ricerca della vera tranquillità uno degli ostacoli maggiori cui siamo tenuti a rivaleggiare è quello dello stress. Lo stress, infatti, è una reazione naturale del nostro corpo che tende ad adattarsi agli stimoli esterni, siano essi positivi o negativi. Come fare, quindi, a diminuire il proprio stress?

La risposta a questa domanda è piuttosto complessa ed articolata e ne parlo molto approfonditamente nel mio ebook intitolato “Superare lo Stress“. Ad ogni modo, in questo articolo ti rivelerò tre semplici trucchi che ti permetteranno di ridurre il tuo stress nei prossimi giorni!

1)Come per ogni altro aspetto della vita, è necessario comprendere il funzionamento dello stress prima di dedicarsi alla sua riduzione. Esso, infatti, può essere positivo o negativo e tra i due tipi ci sono differenze molto marcate. Di conseguenza, è molto utile cercare di apprendere un po’‚ di teoria prima di passare alla pratica vera e propria.

2)Uno dei metodi più semplici per ridurre lo stress accumulato è la pratica di attività fisiche. Queste, infatti, tendono a farti scaricare la tensione e ti aiutano a ridurre notevolmente lo stress oltre ad aiutarti a raggiungere uno stato di benessere fisico. Ricordati, però, che non è indicato esagerare nella pratica di attività fisiche poiché, come d’altronde in ogni altro aspetto della vita, il troppo può risultare controproducente e dannoso.

3)La pratica del proprio hobby preferito non è solo un ottimo modo per passare in serenità il proprio tempo libero ma è anche un buon metodo per ridurre lo stress accumulato. Quando pratichi un hobby, infatti, tendi a rilassarti ed a non pensare a nient’altro. In aggiunta, liberi la tua mente dai problemi della vita comune riuscendo anche a scaricare la tensione accumulata durante la giornata.

Iniziando ad applicare questi tre semplici trucchi vedrai come il tuo stress comincerà a diminuire nel tempo. Cosa aspetti, allora: rimboccati le maniche e comincia a sfruttare questi semplici segreti e vedrai che a breve inizierai ad ottenere i primi risultati!

A cura di Giuseppe Ricatti

CLICCA>>Superare lo stress

 

 

 

 

 

 

 
Una grande paura di chi smettere di fumare è quella di ingrassare. Spesso sento frasi del tipo: “Mi piacerebbe smettere, ma la preoccupazione di ingrassare mi blocca quindi evito di provarci”. Coscientemente, si desidera farlo, ma inconsciamente si strutturano nella mente falsi miti che frenano.

Ci sono persone convinte che fumare fa dimagrire e che la nicotina, di fatto, inibisce l’appetito; altre credono che non fumando il metabolismo rallenti notevolmente. Analizziamo i fatti: Smettendo si percepiscono meglio odore e sapore dei cibi, quindi migliora l’appetito. Non definirei questo svantaggioso, anche se può portare a prendere qualche chilo. Inibire alcuni sensi, come fanno i fumatori, e’ come decidere di mangiare cibo cattivo per evitare di mangiarne tanto.

Alcuni sostituiscono la gestualità del fumatore con l’abitudine di smangiucchiare dolciumi, perché  bisognosi di surrogati. Smettendo di fumare con l’Ipnosi questo non succede perché cambiando nel sub-cosciente l’identità del Fumatore con quella dell’Ex-Fumatore, si eviteranno mancanze.

La nicotina provoca un’accelerazione del battito cardiaco, quindi, in minima parte, del metabolismo. Già dopo poche ore di astinenza, il battito si normalizza ed anche il metabolismo rallenta lievemente. Con questo diventerebbe opportuno scegliere di essere tachicardico per dimagrire?

Fumare e’ deleterio per la salute; smettere forse farà prendere due chili e se dovesse accade, quanto ci vorrebbe a perderli? Scambiereste l’essere Ex-Fumatori con due chili di sovrappeso? Un aumento di peso superiore a tre chili non e’ mai imputabile all’astinenza da nicotina, ma all’adozione di scorrette abitudini alimentari; prenderne coscienza e‚ importante per invertire subito la tendenza ad ingrassare.

Se dovesse venirvi voglia di fumare, diluite il desiderio bevendo un bicchiere d’acqua e noterete come questo scomparirà. Naturalmente anche un’attività aerobica regolare aiuta perché stimola il metabolismo, quindi ne compensa la normalizzazione.

Le credenze popolari “lavano il cervello”. Senza rendervene conto le avete fatte penetrare nel vostro sub-cosciente, consentendogli di diventare convinzioni capaci di condizionare scelte e comportamenti. Da oggi evitate di farvi influenzare da falsi miti e, per mantenere la linea, seguite questi 6 semplici consigli che ritroverete anche nel mio ebook:

1.Mangiate solo quando avete fame.
2.Mangiate spesso ed in piccole quantità.
3.Lasciate sempre qualcosa nel piatto, non dovete buttarlo via, potrete mangiarlo in un alto momento.
4.Posate forchetta e coltello dopo ogni boccone, cosi’ darete il tempo allo stomaco di accorgersi che si sta’ riempiendo.
5.Gustate ogni boccone al 100%.
6.Se avete il dubbio di essere sazi, smette subito di mangiare.

A cura di Andrea Teresi

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L'Ipnosi per Smettere di Fumare
 

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L’intera esistenza è un insieme di problemi: piccoli, grandi; semplici e complicati. E chi pare non averne cerca quasi di crearsene. In fondo, in qualità di esseri umani, amiamo le sfide e, a volte, tendiamo anche a complicare vicende che potrebbero essere alquanto più semplici.

Ma non dobbiamo disperare, anzi, ogni ostacolo può essere superato, basta solo sapere come fare.
Tutti noi siamo dotati di 7 intelligenze che possono aiutarci ad analizzare, scegliere, risolvere. Naturalmente occorre conoscerle e saperle utilizzare al meglio. Inoltre esiste tutta una serie di “attrezzi” (dal pensiero laterale alla logica fuzzy, dai metodi statistici alle mappe mentali, dal brainstorming ai 6 cappelli per pensare) che ben riescono ad aiutarci ma, anche in questo caso, è necessario conoscerli e ben manutenerli.

Ciò di cui abbiamo bisogno è lo “zaino del problem solver, colmo di strumenti e metodi d’utilizzo degli stessi, ove attingere risorse in ogni momento. E’ così, partendo dalla ricerca del “problema reale” (perché spesso ciò che riteniamo sia un ostacolo altro non è che il sintomo di qualcosa di ben diverso), attraverso l’analisi dello stesso, la ricerca di tutte le varie possibilità di soluzione e la cernita obiettiva delle stesse, ci sarà possibile non solo trovare la via risolutiva ma, soprattutto, scoprire quali opportunità si celano all’ombra del problema.

Nulla accade per caso. Ogni ostacolo che possiamo trovare sulla nostra strada è qualcosa che comunque abbiamo in qualche modo richiamato e che serve per farci apparire e porre in risalto un certo ingrediente fondamentale per la nostra esistenza. Un elemento che, magari, non riuscivamo a vedere e che, tramite ciò che ci sembrava un problema, appare in tutta la sua luce per illuminare meglio il nostro percorso di vita.

A cura di Stefania Finardi

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ll mercato assicurativo è uno dei più interessanti in assoluto. L’innalzamento della durata media della vitafa emergere nuovi bisogni quali ad esempio  la necessità di tutela in caso di non autosufficienza oppure la necessità di assistenza sanitaria prolungata, per non parlare delle esigenze legate al mantenimento del tenore di vita una volta raggiunta l’età pensionabile.
Nonostante queste prospettive molto interessanti, il mercato assicurativo è però vittima di una serie di pregiudizi e di scarsa educazione alla protezione da parte della popolazione.
A questo hanno contribuito:

- alcuni comportamenti a volte discutibili di alcuni intermediari che hanno danneggiato la credibilità nei confronti dell’intera categoria degli intermediari assicurativi che invece è formata per la stragrande maggioranza da seri professionisti;
- un modo non sempre efficace di presentare i prodotti assicurativi al cliente;
- un metodo di approccio al cliente non funzionale alla conclusione positiva di una trattativa.
Per quanto riguarda la serietà e la professionalità degli intermediari, le nuove norme volute dall’ISVAP (Istituto Superiore di Vigilanza delle Assicurazioni Private) costituiscono una garanzia estremamente valida in quanto prevedono programmi di formazione molto impegnativi e criteri di valutazione e di selezione molto duri.

Sul versante della presentazione dei prodotti assicurativi invece non sono stati fatti importanti progressi. La polizza viene sempre proposta evocando situazioni catastrofiche che sono potenti generatori d’ansia per il possibile cliente ma che non sono altrettanto potenti leve motivazionali perchè lo stesso decida di tutelarsi.
A questo si aggiunge una modalità di relazione che non tiene quasi mai conto delle reali esigenze del cliente, o meglio non tiene conto degli obiettivi reali del cliente che non sono mai quelli di una copertura assicurativa.

Le coperture assicurative sono funzionali agli obiettivi ma non sono gli obiettivi. Un obiettivo è garantire una buona istruzione ai propri figli, un piano di risparmio assicurativo è lo strumento funzionale raggiungere tale obiettivo.
Sarebbe sufficiente fare al cliente una semplice domanda per riuscire a comprendere i suoi reali obiettivi e di conseguenza capire quali soluzioni possono essere funzionali al loro raggiungimento.

Chiedere ad una persona perchè risparmia ed otterrete tutte le informazioni necessarie ad elaborare delle proposte assicurative vantaggiose per lui. Se uno risparmia lo fa sempre per scopi ben precisi e sempre importanti e più sono importanti più sarà portato a volerne garantire il raggiungimento.
Competenza tecnica + competenza relazionale + metodo di vendita adeguato =  Successo per l’intermediario e per il cliente.

Il mio ebook insegna come creare una buona relazione con il cliente e guida passo passo all’apprendimento di un metodo di vendita estremamente efficace dal momento della presentazione di se al cliente sino al momento della chiusura positiva della trattativa per proseguire con la richiesta della referenza, il vero moltiplicatore di affari.

A cura di Luigi Predebon
 

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Al primo incontro abbiamo sempre la necessità di ispirare fiducia e simpatia.
Quindi, ponete attenzione ai dettagli. E’ vietato sbagliare !!

Educazione e cortesia prima di tutto. Si saluta con un sorriso, ci si presenta e si porge la mano. La stretta di mano deve essere gradevole, come l’abito e tutto l’insieme della persona.
 Si entra in casa o nello studio facendosi precedere da chi ci riceve.
 Arrivati nel posto in cui si parlerà, ci si siede per ultimi o in contemporanea col cliente. Se il cliente sta in piedi, altrettanto facciamo noi.
 Se ci sono più persone si salutano, ci si presenta e soprattutto si coinvolgono. Sempre !! Se si parla con due persone dobbiamo essere in grado di mantenere il contatto visivo con entrambi, quindi dobbiamo averli di fronte oppure di fianco.
 Se per caso si siedono uno alla nostra destra e l’altro alla nostra sinistra, garbatamente , si chiede loro se possiamo spostarci in modo tale da poterci guardare in faccia.
Si evitano commenti di qualunque tipo su condizioni particolari del luogo; caldo, freddo, profumo, odori sgraditi, fumo.

Nel frattempo ci si guarda intorno, con discrezione ma attentamente. Ogni minimo dettaglio deve essere colto.
Ricordarsi che l’obiettivo da raggiungere in questa fase è la NOSTRA PRESENZA e IMMAGINE  !!
I primi minuti sono lunghi ma importantissimi per la vendita.
MEGLIO ARMONIZZATE CON IL CLIENTE, MEGLIO VENDETE !!

A cura di Cesare D'Ambrosio

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Un recente articolo dell’Harvard Business Review a cura di Rob Cross e Robert Thomas ha evidenziato l’importanza dell’attività di networking intelligente per la carriera delle figure dirigenziali. Il titolo del pezzo “un modo intelligente di fare network” anticipava al lettore il concetto chiave espresso nel testo: come i decisori aziendali capaci di realizzare al meglio i propri obiettivi siano quelli in grado di stabilire contatti con persone selezionate, traendone benefici.

Imparare le tecniche e le strategie per lo sviluppo del network relazionale (quello che amo far rientrare nel concetto di Fattore Network) assume sempre più un’importanza decisiva non solo per i dirigenti aziendali, ma anche per tutti quei lavori a forte impatto consulenziale ai quali siamo chiamati. Oggi, in un mondo del lavoro tanto ipercompetitivo e caotico, le relazioni sembrano divenire l’unica vera bussola per creare i presupposti di una carriera prospera e duratura.

Non è un caso che nell’epoca dei social network e del villaggio globale, alle doti e competenze di networking venga data tanta importanza, anche in una rivista così selettiva e prestigiosa a livello internazionale come l’Harvard Business Review.
Nell’articolo si cita ad esempio la storia di Deb, manager all’interno di una primaria società tecnologica, in grado di arrivare al vertice della propria organizzazione grazie al rapporto con il proprio social network. Con questa ultima accezione non s’intende un insieme di profili virtuali come quelli che esistono su internet, ma di relazioni reali che vengono alimentate e sviluppate con impegno per la propria crescita personale e professionale.

Fare network è un’attività che difficilmente può essere improvvisata. Questo perché il networking possiede delle regole precise di funzionamento che è importante conoscere prima di procedere alla creazione di una rete di relazioni.
Oltre al reale interesse per gli altri, un aspetto troppo spesso trascurato riguarda la qualità delle persone con cui ci relazioniamo. Procedere in modo quantitativo, creando nel più breve tempo possibile il maggior numero di contatti, potrebbe essere non solo inefficace ma anche controproducente.

Chi ha letto l’ebook il Fattore Network sa già che quando si desidera potenziare le proprie capacità di networking è fondamentale concentrarsi sul alcuni specifici tipi di relazioni. Ad esempio le relazioni in grado di potenziare vicendevolmente il proprio gruppo di pari, attraverso lo scambio d’informazioni, esperienze e consigli. Oppure quelle di feedback potenziante, come nel caso dei rapporti di mentoring e sostegno personale.
Quando si parte con i giusti presupposti, l’attività di networking diventa un vero e proprio piano di empowering per tutti gl’individui che ne sono coinvolti. Proprio come nel caso di Deb, che ha individuato nelle persone la risorsa migliore per raggiungere gli agognati obiettivi professionali e personali.

A cura di Stefano Calicchio

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Lavorare da Casa con il Web
  Lavorare da casa con il web

 

 

 

 

 

 

 

Ognuno di noi vive la propria vita secondo un ritmo e delle abitudini che nel tempo diventano atteggiamenti, carattere ed in fine identità. Arrivato a quel punto quelli che una volta erano semplicemente dei comportamenti ora diventano le parole con le quali ti descrivi. “Io sono così…”

Ora, se la tua vita si è trasformata in ciò che una volta erano i tuoi sogni, molto probabilmente non avrai molto bisogno di questi trucchi per essere al Top. Se invece ti sei accorto che è passato il tempo ma sei ancora ben lontano dalla tua vita da sogno, forse è arrivato il momento di fare qualcosa di diverso.

Ma cosa centra tutto questo con il benessere naturale, ti starai chiedendo? Centra, centra, e molto anche! Come puoi pensare di realizzare la vita che dei tuoi sogni se non sei al massimo della tua forma? E per forma non intendo certo solo quella fisica che ti fa apparire, ma anche e soprattutto quella interiore fatta di buon umore, energia e voglia di fare.
Forse ancora non lo sai ma ad ogni organo del tuo corpo è legata un’emozione. Il tuo stato psicoemotivo, dunque, dipende dalla tua condizione di benessere interiore. Se stai bene a livello organico lo sei anche a livello emotivo. E se ti senti forte, motivato, energico, entusiasta non c’è niente che può fermarti. Sarai capace di coinvolgere chi ti è intorno ed ottenere dalla vita ciò che vuoi. Ora ti accennerò a tre trucchi che puoi utilizzare per iniziare a realizzare la vita che desideri.

1) Diventa consapevole di ciò che sei partendo da ciò che fai ogni giorno.
Se ad esempio ti senti stanco, pesante, demotivato forse ti nutri in modo poco salutare. In questo caso scrivi ciò che mangi abitualmente su un foglio e l’orario. Se ti parli in modo poco motivante e magari ti critichi più di quanto ti fai i complimenti, inizia a fermarti ogni qualvolta ti senti giù e ascolta ciò che ti stai dicendo.

2) Inizia con dei piccoli cambiamenti.
Quando vuoi ottenere qualcosa di diverso da ciò che hai sempre ottenuto, hai bisogno di cambiare qualcosa. Parti da piccole cose. Ad esempio inizia a modificare il tuo modo di nutrirti e di parlarti per come ti suggerisco nell’ebookBenessere al Naturale“.

3) Persevera per almeno tre settimane.
21 giorni è il tempo minimo utile affinchè un’azione diventi un abitudine. Una volta trasformata in abitudine diventerà con il tempo un atteggiamento, poi carattere, ed in fine identità. A quel punto sarai cambiato e con te anche la tua vita.

Ti auguro il meglio.

A cura di Mirco Alessandro Miglietta

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Benessere al Naturale
 

Benessere al naturale

 

 

 

 

 

La standardizzazione è il processo attraverso il quale si può ottenere un miglioramento stabile delle prestazioni. Ed è il processo attraverso il quale le soluzioni ai problemi vengono adottate in modo strutturale, divenendo parte integrante della competenza distintiva di un'organizzazione.

Quando si parla di standardizzazione l’errore più consueto è quello di pensare che essa  freni la creatività vietando di immaginazione. Nulla è più falso di questi pensieri. Nel lavoro la presenza degli standard permette di mantenere ad alti livelli la produttività, la qualità e la sicurezza. Più semplicemente, la standardizzazione consiste nell’individuazione di quel “set” di istruzioni che definiscono ed illustrano chiaramente il modo in cui ogni aspetto di un determinato lavoro debba essere compiuto.

Esempi di standardizzazione di successo sono le sette note musicali con cui l’armonia occidentale ha ritenuto di standardizzare i propri suoni, la numerazione internazionale della misura delle chiavi inglesi, il rispetto della check-list di controllo che ogni pilota esegue prima di mettersi in volo.
La standardizzazione mostra per questi motivi una profonda differenza con la procedura e con l’automazione poiché è prima di tutto una cultura: la cultura della regolarità. L’esempio più efficace in proposito è quello della cameretta dei bambini. Ciclicamente, mamme e papà di tutto il mondo ne chiedono il riordino ai figli, minacciando ritorsioni di vario genere in caso contrario. Ma una volta ultimate le pulizie, le camerette tornano ben presto alla situazione originaria e giochi, libri, vestiti ed oggetti di vario genere si accumulano in un disordine fuori controllo. Il motivo è semplice. Riordinare la cameretta è in genere una disposizione da eseguire, un compito da svolgere; una procedura da attuare e non un’abitudine comportamentale. E la rivoluzione culturale che deve essere compiuta è che tale responsabilità non riguarda il ripristino delle condizioni di ordine, ma il loro costante mantenimento. Bisogna passare dalla cultura del ripristino dell’ordine alla cultura dell’evitare che si crei disordine. Poiché prevenire è davvero meglio che curare.

La standardizzazione è il metodo con cui le modifiche ed i miglioramenti organizzativi sono in grado di acquisire continuità e il processo di standardizzazione si basa sull’individuazione di regole e sull’adozione sistematica di alcuni comportamenti. Operare secondo princìpi standard è il primo passo per ottenere il miglioramento delle prestazioni.
Nel settore dei servizi gli standard riguardano attività, metodi e comportamenti. Naturalmente vi è l’obbligo di distinguere tra caso e caso. Si tratta di decidere se concentrare la propria attenzione sulla standardizzazione degli input (ad esempio le richieste dei clienti), della sequenza delle attività di processo (il metodo di lavorazione) o degli output (i risultati attesi). Infatti, benché si tratti di due attività di servizio, l’apertura di un conto corrente bancario è evidentemente molto diversa rispetto all’intervento di un dentista. E ciò rende sostanzialmente impossibile l’individuazione di un criterio unico ed universale di standardizzazione.
Il metodo per attivare in ciascuno questo miglioramento si basa sulla capacità di apprendere l’esecuzione corretta di tre fasi che sono in grado di realizzare i seguenti princìpi, collegati alla catena del valore.
 Fase uno: AUTOMAZIONE
 Fase due: ORGANIZZAZIONE
 Fase tre: STANDARDIZZAZIONE

Per provare ad attuare tale metodo è sufficiente iniziare con l’eseguire il seguente esercizio mentale, ponendosi sempre le seguenti tre domande:
 Quali vantaggi combinatori posso ottenere se eseguendo questa operazione ne riesco ad associare delle altre?
 In quali altre occasioni della stessa natura mi può essere utile la soluzione che sto progettando?
 Nella mia organizzazione chi può adottare la mia soluzione ed in quali situazioni il risultato da me ottenuto può essere utile a creare vantaggi?

La fase uno, l’automazione, non contempla quindi di affidare alle macchine parti del lavoro solitamente eseguite dall’uomo. Automatizzare significa prima di tutto perseguire la realizzazione del princìpio della simultaneità delle operazioni. Nella vita quotidiana di ognuno di noi esiste una quantità incredibile di gesti che vengono eseguiti senza l’ausilio della piena consapevolezza, quasi automaticamente. Ad esempio,  schiacciare automaticamente il pedale della frizione quando si opera un cambio di marcia o schiacciare il pedale del freno quando la luce del semaforo diventa rossa.
Nella vita delle organizzazioni il progresso ed il miglioramento delle performance passa obbligatoriamente per la strada della automazione. La simultaneità delle operazioni, oltre ad un palese risultato di efficienza economica, permette un aumento generale della qualità e della sicurezza. Una taglierina professionale non funziona se non si pigiano contemporaneamente due tasti con altrettante dita di due mani distinte. Un’affettatrice si blocca automaticamente se la lama non è protetta dal carter, una caldaia sospende l’erogazione del gas al venir meno della fiammella guida ed un elevatore non funziona se le sue barre stabilizzatrici non sono prima state posizionate a dovere. Lo studio di una maschera per l’invio della posta elettronica in cui appaiano automaticamente la data e la firma della missiva è un valido punto di partenza per capire cosa significhi l’automazione nella comunicazione e nei servizi.

Organizzare la seconda fase della standardizzazione - significa “salvare” quanto di buono si è fatto nell’esercizio dell’attività per ripeterlo all’occorrenza con minor dispendio di energie e di risorse. Organizzare significa lavorare affinchè le operazioni di un esperimento divengano solide basi per realizzare il princìpio della metodicità. Per riuscire nell’arduo compito di organizzare occorre approcciare ogni lavoro secondo il criterio dello scomporre e ricomporre. Per scomporre occorre separare in modo chiaro le attività necessarie da quelle non necessarie ed eliminare queste ultime. Per ricomporre occorre mettere le attività nell’ordine e nella sequenza più funzionali all’obiettivo in modo tale da renderle pronte all’impiego in modo rapido.

Nei servizi, dove il processo assume connotati di forte invisibilità, è sempre bene disporre di meccanismi visivi. Cassette IN e OUT nelle quali è facile scorgere l’accumulo o la mancanza di lavoro; colori per contrassegnare il grado di urgenza tipicamente associato a rosso, giallo e verde; lavagne sulla quali l’operazione di “spunta” da corpo all‚avanzamento del lavoro. Con l’andare del tempo, meccanismi di questo genere sviluppano esperienza omogenea negli operatori che è a sua volta pronta per diventare cultura d’impresa e tradursi in standard organizzativo.

Uno dei fattori che caratterizza l’esperienza è il ricordo. Ma il ricordo più utile ad un’esperienza non è tanto quello umano, tradizionalmente emozionale, quanto quello razionale. Non quello legato ai contenuti della cosa fatta quanto quello legato ai metodi con cui la si è fatta. L’uomo ricorda attraverso la memoria, le organizzazioni attraverso metodi e procedure.
Salvare sulla memoria del proprio computer tipologie di lettere di risposta diversificate secondo la tipologia dei problemi più frequenti che si presentano è un discreto esempio di metodicità nell’organizzazione della comunicazione.

La fase tre è quella della vera e propria standardizzazione. L’adozione di un’esperienza condotta in un settore di applicazione in un altro settore è la condizione che realizza il princìpio della trasferibilità. Ed è contemporaneamente la condizione che ogni organizzazione di servizi dovrebbe perseguire se desidera ottenere il successo.
La disposizione a pettine delle casse dei supermercati si è affermata quando alcuni manager dell’industria hanno trasferito nel settore della grande distribuzione organizzata alcuni princìpi della produzione in serie. La realizzazione del princìpio culturale della trasferibilità è la dimostrazione dell’esistenza di opportunità di standardizzazione. Tali opportunità sono crescenti al crescere dell’esperienza maturata dall’organizzazione.
Standardizzare significa pervenire all’ottenimento di un output costante nel tempo, secondo un modello uniforme cui si è giunti dopo una cospicua esperienza.
Si può possedere competenza organizzativa senza necessariamente possedere competenza tecnica. Si può cambiare un lampadario senza essere degli elettricisti di professione adottando il princìpio di mettere in sicurezza la parte su cui si interviene prima di agire e sospendendo l’erogazione di energia elettrica. Un’operazione, la messa in sicurezza, che chissà quante volte abbiamo fatto sostituendo la ruota di un’auto dopo averla accuratamente accostata al ciglio della strada o liberando un piano di lavoro prima di disporvi sopra tutti i componenti di un elettrodomestico che ci si accinge a smontare.
In comunicazione l’adozione di un gergo più propriamente sportivo o militare per descrivere le attività aziendali è un tipico sintomo di un’opera di “trasferimento dei concetti” e, spesso, si rivela più funzionale all’obiettivo della comunicazione naturale prevista per quell’argomento. Affermare che il lunedì successivo  verrà dato il calcio d’inizio ad un’operazione o che l’indomani rappresenta l’ora x è senza dubbio più chiaro ed affascinante che dire: “Domani si inaugurerà una nuova stagione di lavoro”.

A cura di Roberto Saffiro

Servizi di qualità in azienda

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciao a tutti, mi chiamo Rolando Tavolieri, e sono l’autore dell'ebook “PNL di Coppia” in cui parlo di 5 Tecniche di PNL (Programmazione neolinguistica) che puoi mettere in pratica sin da subito per migliorare il rapporto con il tuo partner.

In questo articolo voglio spiegarti 3 trucchi pratici per Vincere i Conflitti di Coppia da mettere in pratica sin da subito:
1) - il Primo Metodo da applicare quando sei in conflitto col tuo partner, e quando vedi che la tensione si sta alzando e il volume della tua voce o di quello del tuo partner aumenta mentre il nervosismo sale, è quello di chiederti qual è l’obiettivo che vuoi realizzare con quel dialogo particolare, ad esempio se state discutendo riguardo ad un viaggio che volete fare assieme e non riuscite a mettervi d’accordo sul luogo e sul giorno, chiediti semplicemente : “Cosa voglio condividere con lui (o con lei) in questo momento? Voglio litigare e sfogarmi, o voglio ottenere qualcosa di positivo e costruttivo?” Sicuramente ti verranno in mente diversi obiettivi positivi come ad esempio quello di divertirvi assieme, di stare in intimità nel periodo di tempo che trascorrerete assieme in vacanza, di dimenticare lo stress, le difficoltà quotidiane per essere sereni assieme, ed altro ancora. Nel momento in cui stai pensando a questo, il tuo stato d’animo muterà, cambieranno le tue emozioni negative ed in questo modo cambierai anche il modo di relazionarti verso il tuo compagno o la tua compagna, che diventerà meno duro e scorbutico per trasformarsi in uno stato d'animo positivo e tranquillo.

2) - un Secondo Metodo per superare i conflitti col tuo partner è questo: ogni volta che sei in disaccordo e stai avendo una discussione con lui o con lei, chiediti subito qual è il tuo Bisogno Psicologico che viene frustrato, i bisogni psicologici sono degli aspetti importantissimi di ogni persona e possono essere tanti: bisogno di libertà, di crescere, di unione, di condivisione con gli altri, di amore, di accettazione, di comprensione, ecc. Chiediti dunque quale di questi o di altri tuoi bisogni psicologici viene colpito e limitato quando stai avendo una discussione accesa col tuo partner, facciamo anche in questo caso un esempio pratico: se durante una discussione che riguarda la scelta di una casa da acquistare o di una città dove trasferirsi, senti che il tuo partner vuole per forza decidere lui (o lei), e vuole a tutti i costi imporsi su questa scelta, il bisogno che andrà a colpire potrà essere quello di libertà, o di condivisione, perché potrai non sentirti più libero/a di scegliere, di decidere, di mettere in pratica le tue idee, accertati dunque quale tra i vari bisogni psicologici è quello che senti frustrato e subito dopo poni a te stesso/a alcune domande che in pnl vengono definite potenzianti, cioè quelle costruttive, pratiche, che ti aiuteranno a mettere a posto velocemente le cose, come ad esempio:

- come posso risolvere questa discussione senza generare rabbia e nervosismo e cercando assieme al mio partner di venirci incontro l’uno verso l’altro?

- cosa posso dire al mio partner per allentare la tensione?

- cosa posso fare per far capire al mio partner che sta limitando inconsapevolmente un mio bisogno profondo?

Per esempio, puoi semplicemente riferire al tuo partner la tua difficoltà o chiedergli di cedere un po’ dalla sua parte mentre tu cederai dalla tua.
Infine pensa ad altre alternative che puoi adottare per vincere quel conflitto che si sta creando e scegli quello migliore da mettere in pratica sin da subito.

3) ˆ Il Terzo Metodo che ti propongo è quello di spostare il tuo punto di vista ad un livello Superiore. In pratica si tratta di assumere un punto di vista diverso e più elevato rispetto a quello da cui stai osservando la situazione in quel momento.
Quindi cerca di vedere, di percepire quel dialogo in un modo nuovo, diverso, osserva quella situazione problematica da un punto di vista superiore, cerca di considerare qualcosa che non hai ancora considerato, cerca di aprire la tua mente iniziando a “Pensare” in modo diverso da come fai di solito, e subito dopo mettiti anche dalla parte del tuo partner, e prova ad immaginare ed a sentire come immagina e come sente lui (o lei) quella situazione in particolare di cui state parlando, sia per comprenderlo di più e venirgli incontro, sia per assumere un punto di vista più ampio, che abbraccia l’intero sistema relazionale, cioè: tu, il tuo partner e la vostra relazione. In questo modo avrai un riferimento Migliore, un punto di vista più Ampio, Superiore, da cui poter osservare e quindi Risolvere il vostro Temporaneo conflitto.

Spero che questi 3 Metodi che ti ho proposto possano esserti Utili per Fermare una discussione in corso col tuo partner, per Prevenirla, e soprattutto per Risolverla il più velocemente possibile.

A cura di Rolando Tavolieri

   Ebook=>PNL di Coppia

 

 

 

 

 

 

 

Un atleta professionista non si sognerebbe mai di iniziare una competizione importante a freddo, senza il minimo riscaldamento, rischierebbe di vedere drasticamente ridotta la sua performance e di farsi male. Allo stesso modo, un venditore professionista, non dovrebbe mai iniziare un importante appuntamento di vendita, senza l’adeguato “riscaldamento“.

Quello che si fa nei 10-15 minuti precedenti all’incontro può determinare in maniera sostanziale l’esito dello stesso. La maggior parte dei venditori però, ignora completamente questo principio e spesso si presenta ad un appuntamento con un cliente, senza nessun tipo di preparazione, magari ascoltando la radio in macchina nel tragitto che lo separa dal luogo dell’incontro, riempendosi il cervello di pubblicità e musica di bassa qualità, quello che io definisco “chewing-gum per le orecchie”. Vediamo invece, riassunto in tre punti, cosa dovrebbe fare, un bravo venditore, nei minuti che precedono un appuntamento di vendita:

La prima regola, quando siamo di fronte a un cliente, è di non fargli nessuna domanda, la cui risposta può essere facilmente trovata da qualche altra parte. Ad esempio, se stiamo incontrando il responsabile di un’azienda, che ha un sito internet, sarà nostra premura, prima dell’incontro, visitare questo sito e acquisire le informazioni base sull’azienda e sui prodotti. Chiedere queste cose al cliente durante l’incontro è sintomo di scarsa preparazione e poca professionalità. Quanto più mostriamo al cliente che ci siamo preparati sulla sua azienda, sulle sue esigenze e sulla sua specifica situazione, quanto più daremo un’immagine di professionalità e serietà.

- Nei minuti immediatamente precedenti all’incontro, rivedere brevemente il proprio materiale di vendita (presentazioni, eventuali campioni da mostrare, ecc.) per assicurarsi che tutto sia in ordine. Riassumere mentalmente gli obiettivi dell’incontro, fare il punto dei precedenti contatti avuti con quel cliente fino a quel momento, avere chiara la “scaletta” dell’incontro e la conclusione attesa.

- Poco prima di iniziare l’incontro, mettersi in uno stato d’animo positivo. Visualizzare il migliore scenario possibile, in cui tutto va come previsto e la vendita si conclude nel migliore dei modi, con grande beneficio per tutte le parti coinvolte. Questa attitudine positiva sarà percepita dal cliente, che capirà di avere di fronte un professionista della vendita, preparato, sicuro e pronto ad aiutarlo a prendere la migliore decisione, nel suo interesse.

Questi semplici tre step, se eseguiti diligentemente prima di un appuntamento di vendita, possono influenzare in maniera determinante l’andamento. Molto spesso mi capita di sentire venditori lamentarsi di quanto sia difficile “portare a casa” una vendita, o quanto i clienti siano difficili e non pronti a completare l’acquisto dei beni o servizi che gli vengono proposti. Ma se non fanno la preparazione descritta sopra, sarebbe come se una squadra di calcio, appena arrivata allo stadio dove deve disputare una gara, senza il minimo riscaldamento si schierasse in campo e iniziasse la partita, contro un’altra squadra che invece ha completato un adeguato riscaldamento ed è pronta all’azione. Ci sono buone possibilità che nei primi 15-20 minuti, la squadra “fredda” vada sotto di un paio di goal, che sono poi molto difficili da recuperare prima della fine della gara. La preparazione è l’80% del successo, non dobbiamo scordarcelo mai !

A cura di Marco Germani

  I Meccanismi della persuasione

 

 

 

 

 

Nel nostro lavoro di psicoterapeuti ci capita spesso di incontrare persone che hanno paura di amare. Se sono single hanno difficoltà a trovare un partner, se invece hanno una relazione di coppia questo li porta a non comunicare . A causa di brutte esperienze passate associano alla parola amore l’emozione dolore.

Così nel momento in cui è possibile e si desidera affacciarsi alla possibilità di amare ed essere amati, si tende a chiudersi per evitare di essere nuovamente feriti.

Come fare in pratica per mantenere vivo l’amore?

Tutti abbiamo sentito dire almeno una volta nella vita quanto è importante comunicare all’interno della coppia ma poi cosa succede? Ci si prova, non si ottiene niente oppure può addirittura succedere che invece che migliorare la situazione si complichi e nascano dei litigi. Se sei single il solo pensiero di lasciarti andare e comunicare con il cuore aprendoti all’altro potrebbe essere fonte di disagio.

Qual è allora il segreto per avere una relazione di coppia o per i single creare una relazione di coppia soddisfacente e completa?

Non basta sapere che bisogna comunicare bisogna sapere anche come farlo! Per fare questo è importante che tu impari ad allontanarti dagli incantesimi che bloccano le tue emozioni.

Nel nostro ebook utilizziamo il termine incantesimo per descrivere quelle che sono le principali paure che “incantano” le persone e gli effetti che questi hanno su di loro. Gli incantesimi in amore partono dalle paure che abbiamo come ad esempio non essere abbastanza belli/i, bravi/e, intelligenti etc.. per meritare l’amore degli altri. Vittime di queste paure allontaniamo l’amore da noi invece che attrarlo.

Comunicare bene non solo con gli altri ma innanzi tutto con se stessi significa che se vogliamo essere amati prima dobbiamo imparare ad amarci.

Se ad esempio trascuri te stesso fisicamente non vai dal parrucchiere, non ti lavi, non metti addosso dei vestiti puliti, assumerai la figura del mendicante ed è difficile che qualcuno si avvicini a te se non per pietà. La stessa cosa accade per l’amore, se trascuri di amare te stesso, trascuri il tuo valore medicando disperatamente amore dagli altri questo trasparirà nel modo in cui ti comporti e nel modo in cui pensi trasmettendo emozioni che attrarranno solo persone che provano pietà ma non amore nei tuoi confronti.

A volte non è facile liberarsi da questi “incantesimi” perché si partono da dentro di se e finiamo per credere che queste paure siano vere.

Abbiamo scritto l'ebook“Amore, come posso parlarti?” per aiutarti a scoprire come liberarti dagli incantesimi e riscoprire il significato del vero amore. Grazie al Metodo l’Amore Davvero™ , da noi ideato e descritto passo per passo all’interno dell’ebook, troverai gli strumenti e le strategie per sviluppare pienamente il tuo potenziale d’amore.

Se vuoi conoscere di più sul Metodo l’Amore Davvero™ e scoprire gli strumenti efficaci per comprendere te stesso e vivere a pieno il tuo rapporto di coppia.

Ti auguro una splendida giornata…e ricorda che L’Amore Davvero Cambia la Tua Vita!

A cura di Manuel Mauri & Mauro Baracchetti

Amore come posso parlarti  

 

 

 

 

 

 

La figura del giornalista si è evoluta rispetto a 10 anni fa, a causa dei cambiamenti apportati dalla tecnologia nella società. Oggi è il web che veicola l’informazione e pertanto chi vuole intraprendere la carriera di giornalista deve necessariamente conoscere i meccanismi ad esso legati. Giornalista online aiuta a capire come muoversi per scrivere articoli sul web. Non bisogna necessariamente essere giornalisti per scrivere sul web; le strategie per la buona riuscita di un testo sono, infatti, le medesime, sia che si tratti di giornali online che di semplici blog.

Quello che conta è saper scrivere contenuti di qualità e riuscire a renderli reperibili alle migliaia di utenti che cercano notizie e informazioni sui motori di ricerca.
Su internet è necessario far arrivare il lettore alla notizia e per farlo bisogna impostare il testo in un determinato modo. Il tutto anche per catturare l’interesse dell’utente che frequenta occasionalmente un sito/giornale/blog e trasformarlo in un lettore fedele che torni spesso a leggere le tue notizie.

Per farlo bisogna conoscere come è formata una redazione, sia essa tradizionale o di testata on line; è necessario anche sapere come impostare un articolo e che interazione può avere questo con la pubblicità, tutto ciò perché la pubblicità nei giornali è diffusa in maniera capillare in Italia. Quasi il 50% degli introiti di un periodico provengono dalla pubblicità. Nelle free press il 100% delle entrate coincide con la vendita di spazi pubblicitari. Per cui capirai che è indispensabile conoscere il “gergo pubblicitario”, le nozioni base quantomeno, ma sta‚ tranquillo, perché la maggior parte dei nomi che indicano uno spazio pubblicitario sono abbastanza intuitivi per facilitare la comprensione al cliente.

La nascita dei giornali online ha rappresentato un’autentica rivoluzione nel modo in cui notizie e informazioni sono raccolte e distribuite via web. Internet ha dato vita al fenomeno del blogging, un fenomeno di massa che ha modificato l’equilibrio e i rapporti tra utenti/media/consumatori.

A cura di Eleonora Agata Gurrieri

Giornalista online

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando ho scritto il libro “Motivazione e Organizzazione Aziendale”, stavo attraversando un momento professionale di transizione. Avevo lasciato da poco una grossa multinazionale e avevo iniziato a collaborare con una delle più importanti aziende italiane, con stabilimenti in tutto il mondo.

La nuova azienda, però, aveva una cultura, un insieme di valori e un’impostazione completamente diversa da quella che avevo appena lasciato. In quel momento mi sono reso conto che le origini e la cultura storica di un’Azienda, possono influire in modo determinante sulle performance dell’individuo, e le performance si esplicitano attraverso il livello di motivazione delle persone.

Ero arrivato carico d’idee e di entusiasmo, e mi ritrovavo in un ambiente del quale non sapevo nulla, ma che percepivo completamente diverso rispetto al precedente. Dovevo decidere se farmi trainare da ciò che avevo trovato oppure ricostruire la mia motivazione sul tessuto della nuova azienda.

Che cosa mi avrebbe dato maggiore soddisfazione? Non avevo dubbi: cercare di costruire il mio destino nel migliore dei modi, dipingere un sogno, darmi un obiettivo e poi cercare di raggiungerlo prima del previsto!

Chi non ha mai voluto essere solo uno spettatore, un passeggero, quanto piuttosto un conducente, un navigatore, uno che partecipa attivamente, che decide il proprio destino, sa che nessuno è in grado di fare meglio di se stesso per la propria soddisfazione.

Quando il livello di preparazione di neolaureati o diplomati è pressoché identico, la differenza è determinata proprio dalla capacità di motivarsi e di rimanere motivati nel tempo, anche al variare delle condizioni a contorno.

La leva del mio ebook è Ia motivazione, motore del miglioramento individuale. “Saper fare” non è sufficiente: occorre sapere “come fare”. Questo è l’obiettivo del mio libro e, spero, anche il risultato ottenuto da chi lo leggerà: condividere il concetto di motivazione come competenza professionale, sviluppare la capacità di essere motivati, costruire la propria motivazione, e raggiungere obiettivi che chi non è motivato, pur essendo magari più preparato di voi, dovrà cedervi.

A cura di Gianni Vazzaz
Autore di  Motivazione e Organizzazione aziendale

 

 

 

 

 

La contestata riforma universitaria, conosciuta come riforma Gelmini, ha aperto il dibattito sull’apprezzamento che il mercato del lavoro riconosce ai nostri laureati. Sono molti gli articoli apparsi sull’argomento, ma mi sembra importante sottolineare che le aziende sembrano dare più importanza alle competenze comportamentali degli individui piuttosto che alle loro cultura e alle capacità acquisite.

E’ il risultato del sondaggio campus 360 compiuto in 20 paesi su circa 2500 direttori del personale, sondaggio che, purtroppo, non vede brillare i laureati nelle università italiane (solo al 16° posto su 20). Si definiscono competenze comportamentali quei comportamenti, espressione del carattere e della personalità degli individui il cui possesso é ritenuto fondamentale per un efficace inserimento nelle aziende, poiché permettono di gestire con successo qualunque ruolo aziendale.

Le tre competenze comportamentali, che vengono ritenute, dal gruppo degli intervistati, le prime in importanza, sono risultate essere:

 

  • abilità nel lavorare in gruppo
  • capacità di comunicazione
  • flessibilità ed adattabilità

Seguono molte altre, ma limitandoci a citare quelle che hanno ottenuto oltre il 30% dei consensi, troviamo:

 

  • ambizione
  • facilità di apprendere
  • capacità di avere ampie visioni
  • capacità di organizzazione
  • leadership
  • entusiasmo

Solo una citazione per quanto riguarda le conoscenze acquisite: la conoscenza della lingua inglese era e rimane un must. La riforma Gelmini si propone d’introdurre nell’università italiane poliche meritocratiche e ciò é indubbiamente positivo; bisognerebbe, anche, tenere maggiormente conto delle mutate e mutevoli esigenze delle aziende, inserendo programmi formativi tesi a sviluppare quelle competenze comportamentali, ritenute fondamentali  dal mercato del lavoro.

A cura di Pier Paolo Sposato
Autore di  Capi non si nasce

 




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1) Penso Positivo

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3)Come migliorare il proprio stato  mentale, fisico, finanziario

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                                                                                                        Info:metodologie2008@libero.it

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